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Petruzzelli, bilancio con l'utile Lettieri però teme la retrocessione
Riappare il sereno all'orizzonte del Teatro Petruzzelli dopo l'approvazione del Bilancio 2016, ma restano le perplessità sulle discrimizioni del Governo verso i Teatri meridionali, tanto da motivare un'interrogazione parlamentare urgente, per il rischio retrocessione della Fondazione levantina.
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Plaude al risultato di bilancio il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano: “Esprimo soddisfazione per la chiusura positiva del Bilancio consuntivo 2016 della Fondazione Petruzzelli, che registra un attivo di 190mila euro, un incremento delle alzate di sipario del 38%, e l’avvio del percorso di stabilizzazione dei dipendenti".
 
G7 Emiliano
 
"La Regione Puglia ha notevolmente contribuito a questa operazione - sottolinea Emiliano - dando un sostegno finanziario straordinario di 800mila euro nel 2016 (in aggiunta ai 2,5 milioni di euro di contributo ordinario). Dal 2017 l’impegno della Regione Puglia cresce ancora di più, passando da 2,5 milioni a 3,5 milioni di euro in maniera strutturale, tale da auspicare un incremento della produzione e delle attività”.
 
Gli fa eco il deputato barese del PD, Alberto Losacco: “Il bilancio della Fondazione Petruzzelli è ulteriore conferma del buon lavoro che è stato svolto in questo tempo per il rilancio del nostro teatro. Credo che un ringraziamento sia dovuto a tutti quelli che ci hanno lavorato e a chi ha creduto nella possibilità di un Teatro in grado di offrire un prodotto importante e sostenibile dal punto di vista economico”.
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“Il pareggio di bilancio con un avanzo di gestione di 190mila euro, la crescita delle alzate di sipario che sono passate da 99 a 137 nel 2016, l’incremento di ben 38 rappresentazioni, i dati di botteghino, ma anche la stabilizzazione di buona parte del personale e la chiusura dei contenziosi legali con i dipendenti che avevano chiamato in giudizio la Fondazione".

"Tutto questo - prosegue - rende quello del Petruzzelli un caso di grande interesse per la gestione delle fondazioni lirico-sinfoniche a livello nazionale, in virtù anche della situazione di estrema criticità dalla quale ci si è trovati a dover ripartire. Ma è anche la conferma che le politiche d’indirizzo del MIBACT in questo particolare settore, se correttamente interpretate, possono davvero imprimere una diversa direzione di marcia, dando ai nostri teatri, così come è accaduto per i musei, il valore e il ruolo che meritano nel sistema dell’offerta e della crescita culturale del Paese.

"Insomma, la strada intrapresa si è rivelata quella giusta - conclude Losacco - dobbiamo tutti guardare con soddisfazione a questi risultati, perché il Petruzzelli è un simbolo assoluto della nostra città e la sua ritrovata vitalità un fatto che non può che renderci orgogliosi”.
 
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Resta, invece, in allarme Luigi d'Ambrosio Lettieri (Direzione Italia) che, in un'interrogazione urgente rivolta al ministro per i Beni Culturali e Ambientali, Dario Franceschini, chiede di "Tutelare in maniera adeguata il teatro Petruzzelli di Bari, discriminato con gli altri teatri meridionali e di provvedere anche allo stanziamento di fondi adeguati, che preservino il Petruzzelli e gli altri teatri meridionali dalla possibile retrocessione per carenza di risorse pubbliche, in vista dell’emanazione, il prossimo 30 giugno, dei criteri cui dovranno attenersi le Fondazioni per ottenere i contributi".
 
“Il Fondo Unico per lo Spettacolo”, ricorda il senatore nella interrogazione, “eroga annualmente alle Fondazioni liriche i contributi pubblici per finanziarne l’attività. L’erogazione è subordinata al rispetto di precisi parametri (legge 160/2016) in materia di bilancio ed efficienza gestionale. Entro il prossimo 30 giugno il Governo dovrà emanare i criteri di legge a cui le Fondazioni liriche (dodici in tutta Italia) dovranno attenersi entro il 31 dicembre del 2018 al fine di conseguire benefici finanziari. Le Fondazioni che non raggiungeranno detti parametri - pareggio di bilancio, efficienza gestionale, capacità di reperire risorse private e messa in scena di un certo numero di spettacoli - saranno retrocesse a teatri di Tradizione e non saranno destinatarie di alcuna risorsa”.
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"Parametri difficili da raggiungere in pieno, e comunque - denuncia d’Ambrosio Lettieri - la ripartizione di risorse, sinora, ha privilegiato proprio i teatri maggiormente indebitati e localizzati al nord del Paese, ponendo in pesanti difficoltà il percorso di risanamento avviato dal teatro Petruzzelli e la diffusione della cultura teatrale e lirico-sinfonica al Sud”.
 
Il senatore barese di Direzione Italia, inoltre, ricorda come: “Con decreto direttoriale dello scorso 14 aprile 2017 il ministro per i Beni e le Attività Culturali ha ripartito le risorse da destinare alle Fondazioni per un totale di 20 milioni di euro. Secondo detto riparto, le Fondazioni più indebitate, quali Firenze, Roma e Bologna, hanno ottenuto i contributi più alti (2 milioni di euro) a fronte dei 700 mila euro destinati al Teatro Petruzzelli di Bari. Il Teatro San Carlo di Napoli e il Teatro Massimo di Palermo vivono ugualmente una situazione di discriminazione rispetto ai Teatri dell’Italia settentrionale”.
 
“Considerato che gli stanziamenti pubblici sono, oggi, stante la crisi generale in cui versano tutti i teatri italiani, fondamentali per la sopravvivenza degli stessi - conclude d’Ambrosio Lettieri - l’auspicio è che questa palese ingiusta, insopportabile discriminazione ai danni dei teatri meridionali sia fermata una volta per tutte e che si cambi passo”.
 
(gelormini@affaritaliani.it)
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