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Provinciali braccio di ferro nel PD. Ultimatum a segreteria di Taranto

Gli appuntamenti con le elezioni nelle altre province pugliesi incombono e gli strascichi spigolosi degli esiti tarantini non tendono ad attenuarsi. Il segretario del PD Puglia, Michele Emiliano, con riferimento alla decisione del presidente della Provincia di Taranto, Martino Tamburrano (Forza Italia) di attribuire deleghe anche a consiglieri del Partito Democratico ha dichiarato in una nota diffusa:

“Il putrido metodo del Presidente Tamburrano è un oltraggio al PD ed alla bellezza e pulizia della politica. Le deleghe ricevute dai consiglieri del PD sono state rimesse a disposizione del partito provinciale di Taranto come da statuto e quest’ultimo nelle prossime ore deve pronunciarsi in conformità alla decisione della direzione regionale che ha escluso in maniera assoluta qualunque intesa con forze politiche non appartenenti al centro sinistra".

"A questo punto - ha aggiunto - attendiamo una celere decisione della segreteria provinciale. Rilevo con compiacimento la decisione del Centro Democratico di Taranto di unirsi a questo indirizzo politico con il comunicato oggi reso dal responsabile provinciale di Taranto Massimiliano  Stellato".

Mennea Ruggiero
 

Situazone tesa un po' dappertutto in Puglia. Dopo la polemica scoppiata prima nella provincia di Taranto e poi nella Bat sulle elezioni provinciali, Ruggiero Mennea, Consigliere Regionale Democratico e nuovo Responsabile Organizzativo del PD regionale, ha sottolineato: “La polemica che si è scatenata in prossimità delle elezioni provinciali non da un segno tangibile di miglioramento del confronto politico sui problemi reali che riguardano il nostro territorio. Dopo Taranto, ora tocca alla Bat aprire un fronte interno al PD che non fa bene ne al partito ne, soprattutto, alla politica dei territori e degli interessi generali delle nostre comunità".

"Distinguere gli accordi politici dagli interessi politici deve diventare il discrimine per candidarsi a guidare le nostre amministrazioni e soprattutto quella regionale del 2015. E' quest'ultima la madre di tutte le battaglie”.

“Io credo - ha poi aggiunto - che dobbiamo spegnere sul nascere ogni scintilla che fa apparire la politica il teatrino delle carriere politiche personali e la fiera delle faide interne consumate non sui contenuti ma sui contenitori. E' giunto il momento di realizzare un'attività politica “differenziata” che deve consentirci di parlare solo dei problemi da risolvere e sulla modalità con cui intendiamo risolverli".

"Il partito democratico – sostiene Mennea - si vuole candidare a  guidare il centro sinistra pugliese e la Puglia con Michele Emiliano ed è questa la madre di tutte le battaglie politiche che dobbiamo prepararci ad affrontare seriamente e con forza. Perdersi in vicende che hanno un sapore tutto localistico e che fanno riaffiorare vecchie ruggini, antichi dissidi o insuperabili divergenze non fa bene alla Puglia, al centro sinistra e al Partito Democratico. Ma soprattutto non fa bene ai cittadini che abbiamo l'ambizione di amministrare e l'onore di voler rappresentare".

Taranto provincia
 

"La vicenda di Taranto, come quella della Bat  - afferma Mennea - sono figlie della stessa madre. Figlie di una legge elettorale caotica e sperequativa che ha quasi cancellato ogni contenuto politico e ne ha fatto un vero suk di numeri, di convenienze effimere e di ingegneria matematica. Cancellare la sovranità popolare, unica detentrice delle scelte di rappresentanza istituzionale, è la causa del corto circuito politico a cui stiamo assistendo in queste elezioni provinciali che hanno poco di politico ma fin troppo di ragionamenti elettoralistici locali".

"In questa fase – continua Mennea - bisogna solo limitare i danni e cercare di trovare le soluzioni possibili ed equilibrate che tendono a mettere in sicurezza i territori e le comunità amministrate solo temporaneamente nella fase transitoria delle province degli eletti e non delle provincie degli elettori. Il nostro partito in questa fase caotica e di transizione deve affrontare queste elezioni senza caricarle troppo di politica ma assicurandosi che la fase di completamento della cancellazione delle provincie sia portata a compimento nel modo migliore possibile e con il minimo danno possibile. La scelta di un candidato presidente di provincia, ora, non può e non deve essere un momento di divisione ma un momento di condivisione che deve avere come obiettivo quello di fare le scelte migliori con una maggioranza qualificata, scritta nella Legge Delrio, che necessariamente nella fase operativa dovrà avere due colori politici".

Regionali, Puglia, Riforme
 

"Allora per cosa ci scaldiamo? Tanto rumore per nulla”, sdrammatizza Mennea. “La vera sfida politica ci aspetta nel 2015 – evidenzia Mennea - quando dovremo chiedere ai pugliesi la fiducia sulla base di un programma di governo che, prendendo spunto da tutto ciò che di buono si è fatto fin'ora, deve mettere fine alle questioni ancora irrisolte e cancellare quello schema di amministrazione dei territori concentrati sui propri leader locali".

"L'idea di sostituire alla figura del Governatore della Puglia quella del Sindaco della Puglia, avanzata da Michele Emiliano, incarna questa sfida e apre un confronto politico fatto di contenuti, di temi sentiti e, a volte, di scelte subite dai cittadini. Concordo  - conclude Ruggiero Mennea - con chi sostiene che il nostro partito non può essere un taxi o un comitato elettorale, ma vorrei ricordare a me stesso che il nostro partito cresce e si rafforza solo se riesce a conquistare quel consenso che appartiene alla vera cultura politica riformista e moderata e ai tantissimi cittadini oramai sfiancati che votano astenendosi. In quest'ottica credo che dovremmo meglio riprendere i contatti con una realtà che è radicalmente cambiata e con una società che viaggia e si evolve sulle autostrade digitali.

Minervini forza3
 

A tenere gli animi in allarme erano sono anche le dichiarazioni di Guglielmo Minervini, che parla di rischio  “intese fatali anche nella Bat” e in una nota esprime preoccupazione: "Dopo le dichiarazioni del sindaco di San Ferdinando di Puglia, Michele Lamacchia, in vista delle elezioni provinciali della Bat del prossimo 12 ottobre".

"Posizione critica quella di Lamacchia, componente del direttivo regionale dell’Anci, verso il segretario regionale del Pd, Michele Emiliano. Quest’ultimo, intervistato da Telesveva, aveva accusato i sindaci di centrosinistra di rifiutare l’alleanza con l’Udc di Spina mossi da interessi personali".

“Le parole di Lamacchia - dichiara Minervini - mi preoccupano. Mi auguro con tutto il cuore che nella Bat non si ripeta la pessima commedia plautina che abbiamo visto a Taranto. Un’altra intesa trasversale tra pezzi di ceto politico di schieramenti diversi sarebbe di una gravità inaudita".

"Destra e Sinistra non sono interscambiabili. Siamo col sindaco Pasquale Cascella e tutti gli amministratori del centrosinistra per una partita leale e limpida, che si gioca sul terreno della sfida per lo sviluppo del nord barese. Queste non sono stupide intese. Questa è la fine della politica e della sua credibilità. Queste sono fatali intese”.

(gelormini@gmail.com)

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