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Scontro PD, D’Alema tenta l’affondo. Emiliano replica: “Ha paura di perdere”

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Bari – Non è servita a sminare il terreno la candidatura in collegi diversi: la sfida a distanza tra Michele Emiliano e Massimo D’Alema per le primarie dem infiamma la vigilia. Il primo dirottato in provincia, nei feudi del secondo, a sua volta finito alla guida delle truppe in Capitanata, e le spade non potevano non incrociarsi ancora: “Emiliano secondo me ha un po’ perso il senso di questa competizione perchè si sta muovendo in modo discutibile anche rispetto ai suoi doveri istituzionali”, sfodera l’ex premier. Con il Gladiatore che respinge duramente le accuse al mittente e rilancia: “Mette le mani avanti per giustificare un’eventuale sconfitta di Cuperlo”.

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A riaccendere la miccia ci ha pensato l’ex deputato di Gallipoli, nel capoluogo per tirare la volata ai cuperliani del Gd Pierpaolo Treglia, il cui nome si era già fatto come possibile competitor per la segreteria provinciale: “Zingaretti vota per Cuperlo ma non ha fatto campagna perché ha responsabilità di governo, una lezione di senso dello Stato che Emiliano non ha appreso”, manda a dire, “la legge dice che i magistrati, anche quelli in aspettativa, non possono avere incarichi di partito”. Cerca l’affondo, provando a mettere in scacco un Sindaco più che intenzionato a schierare l’artiglieria pesante. A partire dai fedelissimi in lista, come Maria Maugeri, o esterni: tutti pancia a terra fino all’Immacolata a rastrellare voti. “Della mia correttezza è stato testimone lo stesso D’Alema in occasione di altri appuntamenti elettorali, l’anno scorso per Bersani o alle politiche 2008. Anche in quei casi ci furono appelli al voto nei confronti di coloro che, pur svolgendo funzioni amministrative a Bari o in altri comuni, si riconoscevano nel Pd”, smentisce, senza risparmiare una stilettata: “Noi siamo tutti dilettanti della politica, con un nostro lavoro che ci ha consentito di vivere e di acquisire meriti sufficienti per ricoprire importanti cariche pubbliche ma niente strumentalizzazioni. E lo sa bene – dice del lider Maximo – che in passato mi ha sostenuto come segretario e presidente del partito, senza rilevare impedimento alcuno. Ora mi attacca perchè sosteniamo candidati diversi”. Basterà a chiudere le ostilità? Non si direbbe, dal momento che l’ex numero uno dell’Unità parla di “schieramento di potere” in campo renziano.

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E non restano a guardare nemmeno i civatiani di Puglia: “Perché, nello schieramento di D’Alema non ce n’è?”, commenta ironico con Affari il capolista barese Enrico Fusco, “schieramenti di potere ci sono dall’una e dall’altra parte, non a caso basta vedere come sono schierati consiglieri e assessori regionali”. E se i supporters del consigliere lombardo giocano il jolly nel foggiano con Elena Gentile, il civilista serra le fila: “Molti renziani cercano un viatico per posizionamenti futuri, i cuperliani hanno recuperato compagni che erano stati tenuti a bordo campo dallo stesso gruppo dirigente. I nostri sono cavalli di razza non ancora riconosciuti, vengono dall’attivismo, dai territori, in tanti dai Gd. Non sono mica burocrati o marpioni della politica”. A buon intenditor…

(a.bucci1@libero.it)