A- A+
PugliaItalia
sigaretta elettronica 2

Bari – Se all’estero c’è chi si pone una domanda in più sull’equiparazione fiscale delle sigarette elettroniche - dallo Utah è arrivata la proposta di riservare ai prodotti elettronici le stesse tasse applicate al tabacco -, in Italia l’iter è ancora molto lento e lontano dal traguardo. Il tutto a vantaggio dei contrabbandieri e dei gestori di attività illecite, i quali hanno subodorato l’Eldorado da sfruttare garantito da questo nuovo settore in forte crescita. Secondo un’indagine Doxa, infatti, dagli attuali 400mila fumatori italiani passati alle sigarette elettroniche si potrebbe arrivare al doppio, entro la fine del 2013.

Un business fiutato anche al Sud, in Puglia. Tra aprile e maggio, a Bari ed in provincia, diverse sono state le attività commerciali locali e cinesi scoperte a vendere illegalmente sigarette elettroniche importate dalla Cina. Prodotti sui quali, ironia tra il serio ed il faceto, a comparire non è la dicitura Conformità Europea bensì quella di China Export. Facilmente confondibili da un disattento ed ingenuo consumatore. Undicimila kit di sigarette elettroniche irregolari per un valore di oltre mezzo milione di euro, 500mila flaconi di nicotina per un valore di 3,5 milioni di euro: questi sono alcuni dei numeri da capogiro dei maxisequestri riportati dai carabinieri del Nas in tutta Italia, da inizio del 2013.

Attualmente, come riscontrato anche dalla nostra redazione, basterebbe una semplice passeggiata, anche solo per alcuni quartieri del capoluogo pugliese, per accorgersi di come molte attività commerciali vendano senza alcun controllo e garanzia le famigerate sigarette elettroniche. Prodotti che dovrebbero essere trattati da negozi specifici ma che, fin troppe volte, vengono venduti da attività di altro genere. Potreste perfino rischiare di trovarle perfino in un negozio di detersivi. E non sarebbe il caso più eclatante.

Ad allarmare ulteriormente i carabinieri del Nas, inoltre, anche il proliferare di esercizi commerciali ad hoc (basti pensare che in media un Comune riceve tra le 3 e le 7 richieste con segnalazione certificata di inizio attività). Gioiellerie improvvisamente convertitesi alla fede della nicotina? Se non impossibile, almeno difficile credervi. Per di più, non sempre viene rispettato il divieto di vendita ai minori di 18 anni.

Nel frattempo a rispondere alla protesta di diversi tabaccai pugliesi e non (“la nicotina presente nelle sigarette elettroniche non è tassata come quella delle sigarette”), il Governo ha pensato di valutare un emendamento, presentato dal senatore Ugo Sposetti del PD e dal deputato del PDL Alberto Giorgietti, per la regolamentazione delle sigarette elettronica prevedendone la tassazione e la vendita presso i tabaccai. Secondo l’associazione dei tabaccai, “l’incertezza e la tardività dell’applicazione delle leggi esistenti sta portando un danno annuo all’Erario di 1 miliardo di accise”. Apriti cielo: secondo non pochi cittadini la proposta sarebbe volta non alla tutela della salute di tutti, bensì a porre semplicemente un argine al depauperamento delle entrare erariali. A pagare gli effetti della crisi tra i due litiganti sarebbero, insomma, i cittadini stessi.

Tags:
sigaretta elettroincabaribusinesschina
i blog di affari
Green pass, così otteniamo diritti e libertà già garantiti dalla Costituzione
L'OPINIONE di Diego Fusaro
Sindacalista ucciso, la solitudine dei lavoratori nello spirito del tempo
L'OPINIONE di Diego Fusaro
Alternanza scuola-lavoro, diciamo basta all'istruzione turbocapitalistica
L'OPINIONE di Diego Fusaro
i più visti


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.