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TAP sfila il carbone a Emiliano Brindisi divisa sull'approdo tubi
TAP Befana
 
La vicenda si presta a una duplice lettura e segna un momentaneo punto a favore della battaglia sulla decarbonizzazione intrapresa e perseguita con tenacia e perseveranza dal presidente della Regione Puglia , Michele Emiliano.
 
La pagina pubblicitaria della TAP Italia, apparsa sui social ed anche sui giornali cartacei nei giorni dell'Epifania, segnata da una classica Befana sulla scopa recita: "Quest’anno niente carbone. Noi scegliamo il gas. Più pulito, più sicuro, più conveniente".
 
TAP Befana3
 
Con chiaro messaggio esplicativo: "No, il carbone proprio non lo meritiamo. Ce la stiamo mettendo tutta per abbandonare fonti energetiche inquinanti in favore di altre più pulite e siamo certi che la Befana apprezzerà. Ma il passaggio richiede ancora tempo. Intanto, fra le fonti di energia fossili scegliamo la più pulita: il gas naturale. In questi anni di transizione il gas soddisferà il fabbisogno energetico di imprese e famiglie, favorirà il percorso di innovazione tecnologica e permetterà finalmente la decarbonizzazione che la Puglia chiede con forza". Per poi concludere: "Il regalo che meritiamo è un futuro pulito e sostenibile".
 
Fermo restando che l'iniziativa potrebbe essere letta come una sorta di sfida, lanciata al Governatore, sullo stesso terreno - la decarbonizzazione - al centro dell'azione elusiva dell'approdo della Trans Adriatic Pipeline sulla spiaggia di San Foca nel Salento, l'analisi più attenta del succedersi degli interventi porta all'ipotesi più verosimile di un'apertura di TAP Italia verso il possibile sbocco dei tubi - provenienti dall'Albania - sul litorale di Brindisi.
 
Sarebbe una buona notizia per molti fronti e per diversi attori in scena, se non celasse il solito finale a spese della collettività: perchè la repentina conversione ipotizzata - e magari testimoniata da quella Befana al chiar di luna senza carbone - lascia spazio al dubbio che i costi dell'operazione, alla fine, potrebbero ricadere interamente sui contribuenti pugliesi.
NO al carbone
 
 
Intanto a Brindisi già ci si divide e a fronte della lettera aperta del professor Francesco Magno al Presidente Emiliano (correlata a parte), la reazione dell'Associazione "NO al carbone" è diretta e senza mezzi termini: "Nei giorni che hanno preceduto l’Epifania sui social è comparsa una campagna pubblicitaria diffusa da TAP, che in maniera faziosa e lisciando il pelo all’altrettanto fazioso, quanto fantomatico, “processo ideologico della decarbonizzazione” di Michele Emiliano, recitava: “Quest’anno niente carbone. Noi scegliamo il gas”. Con tanto di immagine di auguri raffigurante la Befana su una scopa volante".
 
"Sorvoliamo sulla falsità di questo tipo di messaggio - cintinua la nota dell'Associazione brindisina - anche perché a smentirlo, immediatamente dopo la sua pubblicazione, sono stati i numerosi commenti degli stessi utenti Facebook: attivisti No Tap e semplici cittadini ormai non più disposti ad accettare qualsiasi propaganda sulla loro pelle. Becero marketing quindi, niente di particolarmente preoccupante, classica strategia di comunicazione messa in campo da chi ha enormi interessi in denaro affinché il gas arrivi sul nostro territorio, costi quel che costi, anche in termini di democrazia, libertà e vite umane".
TAP Brindisi2
 

"Fatto grave però non è tanto un banner di propaganda diffuso in occasione della Befana bensì una "lettera aperta", pubblicata nel giorno della vigilia, scritta dal cittadino di Brindisi, Prof. Francesco Magno e indirizzata al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. A preoccuparci non è tanto il firmatario della lettera ma piuttosto i suoi contenuti, quel ragionamento che ne viene fuori e che sublima in sé tutta la scelleratezza di quel pensare “politico” che legittima tutte le porcherie industriali con cui conviviamo".

"Una nefanda strategia politica - precisa la nota - che si dimostra inizialmente dura nei confronti delle aziende che fanno affari sulla nostra pelle ma poi ritratta, si svende e mette in atto un pericoloso teorema per cui "ormai siamo una terra di servizi", non molto lontano dal concetto di Emiliano secondo cui 'meglio l’approdo a Brindisi tanto è già strainquinata' ".

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"Dunque 'appare del tutto razionale ipotizzare', si dice nella lettera, un approdo brindisino magari chiedendo qualcosa in cambio, un palazzetto dello sport, una trentina di posti lavoro a tempo determinato o addirittura e ancora più grave, la bonifica dei terreni intorno al nastro, come se quest’opera di bonifica fosse merce di scambio e non un naturale dovere per chi ha inquinato a pagare i danni".
 

"Insomma - prosegue l'invettiva dell'Associazione NO al carbone - ancora una volta sta per ripetersi il format collaudato della mercificazione della nostra terra. O perlomeno lo si auspica in questa lettera. E sembra di tornare indietro agli anni '80 quando ad uno ad uno, partiti politici e sindacati si arresero e di fatto diventarono complici dell'insediamento della centrale Enel di Cerano".

Quindi il finale dal tono amaro e rassegnato: "Fino a quando il 'pensare politico' sarà misurabile in questi termini, fino a quando resteremo servili e succubi (e complici) di queste aziende e dei loro interessi senza capire qual è il giusto valore della nostra terra, saremo sempre un popolo in vendita".
 
Adesso Michele Emiliano batta un colpo!
 
(gelormini@affaritaliani.it)
 
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Tags:
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