Cosa può suggerire la figura di Mario Mieli alle attuali battaglie per i diritti civili? Quanto si può rintracciare di Queer nella sua esperienza teorica? Il 12 Marzo 2013 è stato il trentesimo anniversario dell’uscita di scena dello scrittore, filosofo e attivista dei diritti civili, un’occasione per il movimento che porta il suo nome per fare il punto sulla situazione.

In questi anni si è molto ragionato di quanti spunti creativi e immaginari della teoria queer si potessero ritrovare in Mario Mieli, di quanto fosse fertile e fervida non solo la sua personale immaginazione, ma il contesto folle del movimento del suo tempo. Il Festival “Da Mieli a Queer”, promosso dal Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, Queerlab e Teatro Valle Occupato, prende spunto da Mario Mieli, dai suoi testi, ma ancor di più dalla sua biografia, per costruire un laboratorio aperto alla sperimentazione, un’idea di teatro intesa come occasione per saggiare dentro le parole, dentro l’esperienza del corpo, la poetica e l’immaginario.
Da giovedì 4 a domenica 7 Aprile 2013 andrà in scena una serie di mostre, workshops, performances, aperitivi, concerti, tavole rotonde e spettacoli per “fertilizzare” il movimento. Il passo successivo è quello della costruzione politica. Ecco allora il tentativo di immaginare nuove vie di avanzamento, nuove pratiche, nuove intuizioni. Se ne discuterà da giovedì al Teatro Valle Occupato, e nei vari luoghi del festival Circolo Mario Mieli, Angelo Mai Altrove Occupato, Esc Atelier, Acrobax, Università La Sapienza, Qube, Cinema Palazzo.
Il programma completo del festival su http://www.damieliaqueer.com
