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Bollette pazze a manager-mania L’affondo di Federconsumatori contro Acea

Denuncia in una nota l’associazione: “Il disordine che emerge nell’invio delle bollette, nelle fatturazioni, nella mancata lettura dei consumi e nella trascuratezza che traspare dalle risposte o mancate risposte ai reclami degli utenti deve finire”. E al nuovo ad in pectore: “Provi ad intervistare qualche utente e vedrà che il nuovo sistema fa acqua da tutte le parti”

Il nuovo management annunciato in Acea ancora non si è insediato e già esplode la polemica. Oltre la scelta di indicare Paolo Gallo come nuovo ad, è il tema delle “bollette pazze” a tenere banco. L’affondo è di Federconsumatori che affida ad una nota la sintesi del male oscuro che colpisce l’azienda di piazzale Ostiense.
“Le imprese e non solo i politici hanno un ruolo di grande responsabilità nella crisi che sta vivendo il Paese. I cittadini si impoveriscono ogni giorno di più e sono soli nell’affrontare i problemi che gravano sulle loro spalle, privi come sono della solidarietà e dell’aiuto che tradizionalmente offriva la società ai suoi componenti. Ecco perché non si può acuire questo stato di sofferenza con atti ed azioni che sembrano solo mirati a far esplodere la situazione. In questo quadro, ciò che sta facendo l’Acea Energia nei confronti della propria clientela non può essere sottaciuta. Il disordine (espressione chiaramente eufemistica) che emerge nell’invio delle bollette, nelle fatturazioni, nella mancata lettura dei consumi e nella trascuratezza che traspare dalle risposte o mancate risposte ai reclami degli utenti deve finire”.


Ancora Federconsumatori: “Paolo Gallo, attuale direttore generale e probabile nuovo amministratore delegato di Acea, afferma che un questa società sono state eliminate le bollette pazze. Provi ad intervistare qualche utente e vedrà che pochi considerano normali le bollette che ricevono e scoprirà anche che le nuove modalità di gestione informatica, introdotte nelle state del 2011, fanno acqua da tutte le parti anche perché probabilmente affidate ad una società che ha dimostrato di essere inidonea allo scopo. E così l’Acea che, prima di tale cambiamento negativo, si distingueva positivamente su fronte del servizio offerto alla clientela, ha perso tante posizioni fino ad assumere connotazioni negative su questo fronte.
Il vero problema, – afferma Simonetta Cervellini Presidente della Federconsumatori del Lazio –  è che il Comune di Roma, invece di puntare sulla qualità del servizio offerto dall’Acea, si balocca attorno al piano di rafforzamento dei privati nel controllo azionario di Acea”. La Federconsumatori Lazio ribadisce la sua ferma contrarietà a tale progetto e continuerà ad intervenire con tutti i mezzi per dare risposta positiva alle migliaia di persone che sono colpite da casi continui di ordinario disservizio.