Le strade della città assomigliano giorno dopo giorno sempre più ad un campo minato. Il maltempo ha fatto saltare i rattoppi, mentre nuove voragini si segnalano ogni giorno. Ma quello che preoccupa di più il Sindaco Ignazio Marino è mettere una toppa alla sua Giunta.
Lo strappo dell’assessore al Bilancio Daniela Morgante contraria a sbloccare i fondi straordinari per gestire l’emergenza ha lasciato il segno. Aria tesa in Campidoglio con il rischio di dover impiegare forze ed energie in un rimpasto proprio mentre la città è ancora in piena emergenza. “Non è il momento di polemiche interne o esterne – tenta di smorzare le polemiche il vicesindaco Luigi Nieri – mi auguro che in queste ore prevalga la ragionevolezza da parte di tutti”.
La realtà è semplice: trovare i fondi per gestire l’emergenza non sarà semplice. La coperta del bilancio è corta, e tirando si rischia lo strappo. I dieci milioni di euro stanziati lunedì sono già costati l’ira della paladina del rigore: la Morgante è data in uscita da Palazzo Senatorio, e come sostituto ritorna il nome del sottosegretario Legini. La conta dei danni non è ancora partita ma solo per i primi interventi è necessario svincolarsi dal patto di stabilità: 60 i milioni di euro da destinare alla manutenzione straordinaria delle fognature, annunciati ieri da Ignazio Marino in consiglio comunale. Poi arriverà l’ennesima richiesta d’aiuto al governo, come già sul tavolo del Consiglio dei Ministri giace la dichiarazione dello stato di emergenza chiesta dal governatore Nicola Zingaretti.
Mentre la politica litiga, con l’opposizione che regala cuffia e braccioli al Sindaco per non affondare, la città fa i conti con le strade killer. Buche e voragini in ogni dove, mentre i rattoppi non reggono neppure due giorni, per la gioia dei gommisti. La rabbia dei romani esplode sul web e il blog “Roma Fa Schifo” denuncia come vengono effettuate le riparazioni: “Un sacchetto di asfalto a malapena livellato, senza alcuna successiva battitura”.
Il Sindaco aveva annunciato una svolta nella concessione degli appalti: “Vogliamo la garanzia che chi fa i lavori assicuri che quel manto stradale rimanga nelle stesse condizioni per almeno cinque anni altrimenti dovrà pagare il nuovo lavoro”. Una richiesta che non è andata giù al Presidente dell’Acer, Edoardo Bianchi: “Senza un adeguato rifacimento del sottofondo – ha risposto il Presidente dell’Associazione dei costruttori edili di Roma e Provincia – è impensabile che il tappetino superficiale, anche se fatto a regola d’arte, regga alle sollecitazioni, soprattutto se di natura straordinaria”.
Dopo l’ennesima cantonata, la resa del Campidoglio si fa evidente: allo studio un piano che prevede anche l’adozione delle strade da parte delle imprese che si aggiudicheranno il bando, ma anche la ricerca di sponsor privati, sulla linea del progetto “Roma sei mia” adottato nel I municipio dove i cittadini possono diventare mecenati di strade, piazze, marciapiedi o giardini.
Ma ci vorrà tempo e il Comune di Roma rischia di essere subissato di richieste di risarcimento danni da parte di automobilisti e ciclisti: le associazioni dei consumatori sono pronte a dar battaglia.



