“Il costo complessivo da Pantano a Colosseo che sarà non inferiore ai 3 miliardi e che fa temere che il costo complessivo dell’opera difficilmente sarà inferiore ai 5 miliardi”. Lo dichiara Riccardo Magi, consigliere Radicale eletto nella Lista civica Marino, dopo l’audizione con Paolo Salè nuovo amministratore delegato di Roma Metropolitane.
“La principale opera strategica italiana si conferma un’opera strategica ‘all’italiana’ – denuncia Magi – espressione che lo stesso presidente ha utilizzato riferendosi al modo in cui è stato inteso il ruolo del Contraente Generale nella lunga e incredibile vicenda di quest’opera, non proprio conforme a quanto previsto dalla ‘legge obiettivo’. Il quadro economico e il quadro giuridico dell’opera sono stati completamente stravolti.
La verità è che ancora oggi nessuno è in grado di dire quando, con quale progetto e con quale costo l’opera sarà completata. Sappiamo che forse lo sarà per il 2023 e con un lungo tratto di circa 2 km senza stazioni, da piazza Venezia a S. Pietro (la stazione dovrebbe collocarsi a ridosso dei bastioni di Castel Sant’Angelo)”.
“Il nuovo corso di Roma Metropolitane – conclude Magi – avrebbe dovuto garantire ai cittadini la discontinuità rispetto alle prassi seguite dall’azienda in questi primi dieci anni di realizzazione dell’opera. In questo senso è ancora più preoccupante che il presidente e amministratore delegato di Roma Metropolitane, nominato a seguito della revoca dei precedenti vertici della società comunale – anche a causa della sottoscrizione dell’Atto attuativo del 9 settembre 2013 – non ritenga di compiere iniziative di autotutela rispetto agli effetti di quell’Atto che riconosce ulteriori somme alle imprese in modo illegittimo.
Peraltro quell’atto prevedeva la consegna della tratta fino a Lodi e l’inizio del presercizio nell’agosto scorso ma ciò non è avvenuto, mentre la stazione di S. Giovanni che avrebbe dovuto essere consegnata entro dicembre 2015 abbiamo appreso oggi che lo sarà entro giugno 2016″.

