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Cemento a Villa Adriana. Rischia la tutela Unesco

La realizzazione di un complesso edilizio di 191 mila metri cubi a due passi dai resti della residenza dell’imperatore Adriano potrebbe comportare la clamorosa decisione delle Nazioni Unite su quello che da 14 anni è considerato “Patrimonio dell’Umanità”

Irraggiungibile con i mezzi pubblici, tagliata fuori dai principali itinerari turistici e ora, soffocata dal cemento. La maestosa residenza dell’imperatore Adriano a due passi da Tivoli rischia perdere il bollino dell’Unesco, che quattordici anni fa l’aveva iscritta tra i beni patrimonio dell’umanità.

Lo sottolinea Sergio Rizzo sul Corriere della Sera annotando il drammatico crollo dei visitatori passati dai 154 mila del 1999 agli appena 100mila del 2013. La storia di Villa Adriana è quello di un Patrimonio turistico violato nel corso degli anni dove ora addirittura prevista la realizzazione di un complesso edilizio di 191 mila metri cubi progettato dall’architetto Paolo Portoghesi.

La vicenda della “lottizzazione Nathan” si intreccia con la gestione della Regione Lazio che avrebbe visto bene nei pressi di Villa Adriana anche la discarica dei rifiuti di Roma. A distanza di due anni il rischio che le Nazioni Unite possano prendere in esame una decisione così clamorosa, come spiega un rapporto in possesso del ministero dei Beni culturali, non sembra affatto scongiurato.