di Alberto Berlini
Un sistema all’avanguardia si scontra con l’inefficienza: la linea C doveva essere la metropolitana che traghettava Roma nel futuro grazie ad un sistema di guida completamente automatizzato tale da far a meno dell’intervento umano ma dopo gli infiniti ritardi l’inagurazione sarà l’ennesimo emblema di un fallimento. Il Ministero dei trasporti è pronto a rilasciare le autorizzazioni per l’apertura del primo tratto tra Pantano e Centocelle ma ad una condizione: che a sovrintendere alla guida dei convogli ci sia un conducente.
Affaritaliani.it è in grado di anticipare che il prossimo 9 novembre sarà il giorno X per l’apertura ai romani dei cancelli delle 15 stazioni del primo tratto della linea C, 13 chilometri che collegheranno Monte Compatri al Parco di Centocelle. Ma i tecnici del Ministero hanno appurato come il sistema driverless sia inusabile: i convogli fermano a 20 metri di distanza dal punto stabilito mentre nella sala controllo è un continuo tintinnio di falsi allarmi, alcuni dei quali provenienti dai sensori anticendio che provvocano il blocco d’emergenza di tutto il sistema.
Appuntamento con il futuro rimandato, almeno per ora: “driverless” accantonato per ottenere l’autorizzazione all’esercizio da parte dei tecnici del Ministero dei trasporti e operatori chiamati a teleguidare dalla centro operativo convogli progettati per non avere una cabina di guida. Tra meno di due settimane l’appuntamento con il giudizio dei cittadini.
