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Dai legionari romani all’oro nero. Un ponte tra Casilina e Caucaso

ROMA CAPITALE. Su Affaritaliani.it proseguono gli appuntamenti con la rubrica del fine settimana a cura di Marcello Aranci, volti alla scoperta della rete diplomatica internazionale. Questa puntata è dedicata all’ambasciatore Vaqif Sadiqov, rappresentante della Repubblica dell’Azerbaigian in Italia che racconta una vicinanza insospettabile e un legame culturale lungo non solo venti anni. Un Paese che si è speso per ridare a Roma alcuni gioielli come le catacombe di Marcellino e Pietro.

Vaqif Sadiqov ha girato l’Italia e ha scelto Roma per suggellare un patto di sussidiarietà tra i due Paesi, coinvolgendo anche il Vaticano. LA GALLERY

di Marcello Aranci

A metà tra Medio Oriente e Caucaso, c’è un paese che cresce rapidamente e che tende la mano all’Europa. Un paese non solo ricco di petrolio, ma anche di opportunità. L’Azerbaigian è legato all’Italia non solo dallo stesso “Parallelo” ma da un filo antichissimo di storia. Il suo Ambasciatore, Vaqif Sadiqov, racconta ad Affaritaliani.it: “Nel 2012 abbiamo festeggiato il ventesimo anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche con l’Italia anche se le relazioni tra i nostri paesi sono radicate nella storia. A 60 km da Baku, la nostra capitale, si trova una pietra incisa con caratteri latini, poggiata durante il periodo di Alessandro Magno. Nel Medioevo, mercanti veneziani e fiorentini sono spesso giunti nel nostro paese. L’Italia – continua Sadiqov – fu uno dei paesi europei che hanno partecipato attivamente allo sviluppo delle risorse petrolifere. Il ventesimo anniversario è quindi solo una formalità. Negli ultimi tre anni più di 10 ministri della Repubblica dell’Azerbaigian sono stati in visita in Italia ed anche ultimamente esponenti del Governo Italiano sono stati ricevuti a Baku”.
 
Recentemente la Repubblica dell’Azerbaigian si è impegnata per restaurare  le catacombe di Marcellino e Pietro, sulla via Casilina un progetto che vuole sottolineare il rapporto con la città di Roma e che ha permesso di entrare in contatto con il territorio: “Il restauro delle Catacombe dei Santi Marcellino e Pietro, è avvenuto grazie alla firma di un Protocollo tra la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e la Fondazione Alieyev della Repubblica dell’Azerbaigian. Un progetto che si colloca anche nella prospettiva di un afflato interreligioso ideale. “Ma il progetto delle catacombe non è il solo – svela Sadiqov – abbiamo molti ambiti di  cooperazione tra i nostri Stati, l’ultimo solo il 6 Marzo al MAXXI di Roma dove è stata inaugurata la mostra ‘Fly to Baku, Arte Contemporanea in Azerbaigian’. Il prossimo evento in programma sarà invece un incontro del Movimento Studentesco per l’Organizzazione Internazionale con un focus specifico sull’Azerbaigian”.

Lo stato azero è tra i principali fornitori di petrolio dell’Italia e, con la realizzazione dei progetti di gasdotti nei prossimi anni, diverrà anche uno dei principali fornitori di gas. Ma non solo:“Le aziende italiane – spiega l’ambasciatore – mostrano un grande interesse in particolare alle costruzioni, al turismo, all’industria alimentare. Sono numerosi i punti vendita delle aziende italiane, in particolare nel settore moda, mobili, alimentari, materiali da costruzione”. Va ricordato che l’Italia è il principale partner commerciale dello stato caucasico, ancora con potenzialità di sviluppo soprattutto nei settori delle attrezzature per industria, metalmeccanica, prodotti di illuminazione, arredamento, metallurgica, tecnologie per la salvaguardia dell’ambiente, materiali per costruzioni e nautica di diporto. È un paese che ha forte necessità di investimenti legati alla meccanizzazione avanzata, all’innovazione tecnologica e, soprattutto, ha una grande fame di know-how.
 
Una serie di incentivi sono stati erogati dal governo azero per incoraggiare gli investitori, ad esempio a partire dal 2008 è attivo il nuovo sistema di iscrizione delle società che viene gestito ora, con notevole semplificazione, da uno sportello unico del Ministero delle Imposte, in modalità one-stop-shop e prevede l’emissione di un estratto del registro statale e l’assegnazione di un codice fiscale univoco entro solo tre giorni dalla presentazione di tutti i documenti necessari. Un progetto di semplificazione che permette all’Azerbaigian di gestire con successo gli anni della crisi: “Negli ultimi anni l’Azerbaigian – afferma Sadiqov – è arrivato ad essere una delle economie in più rapido sviluppo con, fino al 2008, tassi di crescita a due cifre”. Le misure messe in atto dal governo hanno consentito al paese di superare l’impatto negativo della crisi economica globale e di conseguenza il PIL ha continuato a crescere tra il 2008 ed il 2010 in media del 7%, registrando inoltre un continuo abbassamento del livello di povertà, passato dal 49% di dieci anni fa, al 9,1%. Oggi l’economia dell’Azerbaigian rappresenta circa l’80% dell’economia totale del Caucaso del Sud, ovviamente trascinata dal boom del petrolio: l’industria petrolifera costituisce il fondamento dell’economia del paese. Tuttavia, il Governo sta investendo con forza anche negli altri settori, un operazione che con successo sta slegando l’economia dai soli proventi dell’oro nero: nel PIL totale, il peso del settore non petrolifero ha raggiunto il 48% nel 2011.
L’Azerbaigian, nato dalla disgregazione delle ex repubbliche sovietiche ha una vocazione fortemente Europea. “I rapporti con il vostro Paese – conclude l’ambasciatore Vaqif Sadiqov  – confermano la volontà di costruire questo ponte europeo e quanto l’Italia sia strategica in questo progetto.