Il bilancio di Roma diventa una questione di Stato. Il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Graziano Delrio in una nota auspica l’approvazione della manovra, giudicando “molto grave” un eventuale commissariamento.
“A poche ore dalla scadenza dei termini – afferma il Ministro – confido che, nel rispetto della dialettica tra le parti, il Consiglio comunale di Roma superi le logiche dell’ostruzionismo e vada all’approvazione dell’atto più importante per la vita della città in questo anno amministrativo”. E ancora, ormai preoccupato per la figuraccia planetaria che comporterebbe un commissariamento e la possibile apertura di un percorso che porterebbe al default della città più famosa del mondo.
“Spero che si dia il via libera alle azioni di governo del sindaco Ignazio Marino in sia per i cittadini romani, la maggioranza dei quali gli ha dato fiducia, sia per i cittadini italiani – conclude il ministro – Il commissariamento da taluni ipotizzato sarebbe un fatto molto grave e per nulla auspicabile né ininfluente: trattandosi della città Capitale d’Italia è facile pensare, infatti, che la cosa avrebbe riflessi importanti rispetto al Paese”.
E mentre il ministro teme i riflessi internazionali del possibile fallimento, in Campidoglio si lavora su due livelli: la coda della bagarre post gomitata e le trame per arrivare a qualche accordo. Il consigliere di Fratelli d’Italia, segretario d’aula e membro dell’ufficio di presidenza, Dario Rossin. L’ufficio di presidenza ha accolto la proposta di Rossin e ha deciso per un giorno di sospensione dall’aula da applicare dopo la sessione di bilancio. “Ho evitato l’imbarazzo ai colleghi dell’ufficio di presidenza – ha detto Rossin – e come membro dello stesso ho proposto la mia autosospensione per i fatti avvenuti in aula. L’ufficio di presidenza ha preso atto della mia proposta e ha deciso per un giorno di sospensione da definire dopo la sessione del bilancio”.
Intanto la capogruppo del Pdl, Sveva Belviso non rinuncia a chiedere al Prefetto di intervenire per il rispetto del regolamento: “Insieme con il consigliere Marco Pomarici ho appena incontrato il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro. Nel corso di una lunga conversazione – ha spiegato la Belviso – abbiamo avuto modo di esprimere di persona al Prefetto la nostra più viva preoccupazione sulla modalità con la quale la maggioranza che sostiene la giunta guidata dal sindaco Ignazio Marino sta approcciandosi all’esame consiliare del Bilancio. Abbiamo ascoltato con attenzione le considerazioni del Prefetto – aggiunge – e al contempo illustrato rispettosamente il nostro punto di vista in merito a quelli che a nostro avviso si configurano come palesi rischi di illegittimità nelle procedure adottate”.
E in tema di trattative bi-partizan, la proposta dell’ex Gianni Alemanno scatena una battaglia su twitter. Alemanno si era reso disponibile ad approvare un pacchetto di 1.000 ordini del giorno dell’opposizione che diventino le linee guida del prossimo bilancio. E la prima a dire “non siamo disponibili” è stat proprio l’ex vicesindaco della giunta Alemanno, Sveva Belviso, oggi capogruppo del Nuovo Centrodestra. “Comprendo lo sforzo di Alemanno, ma è assolutamente una proposta fatta a titolo personale. Noi andremo avanti, non ritireremo alcun emendamento perché crediamo che il commissario sia migliore di Marino”. E tra i due, Belviso e Alemanno, sono anche schermaglie su twitter. “Ormai Marino e Alemanno tubano così ostentatamente che io di disturbarli proprio non me la sento: non s’interrompe un’emozione”, ha scritto sul social Belviso. E Alemanno ha risposto: “Cara @SvevaBelviso non sei spiritosa. Ho detto chiaramente che se Marino non cambia totalmente (cosa molto improbabile) se ne deve andare”.
