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Il bluff Metro C: solo costi. Atac-sindacati, fine dei privilegi

ESCLUSIVO. Affaritaliani.it pubblica integralmente il Piano Industriale dell’azienda dei trasporti. Aumentano gli abbonamenti ma anche le ore di lavoro per autisti, macchinisti e operai. Aboliti i turni sindacali e i permessi giornalieri. E sui conti l’incubo della nuova linea metropolitana

 

di Fabio Carosi 

Un sogno, quello di uscire dal tunnel dell’indebitamento e una serie di provvedimenti lacrime e sangue che colpiranno dirigenti, autisti, meccanici, sindacalisti e, ovviamente, anche gli utenti.
Dopo le anticipazioni alla Commissione Trasporti del Comune, affaritaliani.it pubblica in esclusiva e integralmente il Piano Industriale dell’Atac, il documento di programmazione delle attività finanziarie e di esercizio per il triennio 2015-2016 che già nel sottotitolo tradisce la sua ambizione: risanamento nel 2016 che alla luce dei pignoramenti dei conti bancari da parte del gestore privato Roma Tpl, suona come una beffa di fronte all’ipotesi di portare i libri in Tribunale o fermare i bus in assenza di gasolio, oppure ancora non pagare gli stipendi.

LE ARCHITRAVI. Le slides di Atac confermano le indiscrezioni: nella volontà dell’azienda c’è l’aumento degli abbonamenti annuali e mensili che saliranno rispettivamente a 285€ e 38,5. Non solo. Atac specifica che per evitare il ricorso al Tribunale, entro giugno 2015 il Comune di Roma dovrà effettuare un aumento di capitale, mediante il conferimento di beni. Diversamente l’articolo 2446 del Codice civile obbliga l’azienda a iniziare le procedure di fallimento.
I SACRIFICI DEI DIPENDENTI. E’ scritto nero su bianco che gli autisti dovranno passare da 32 a 36 ore settimanali di guida, con punte massime di 7,15 ore al volante al posto delle 6 ore e 20 minuti attuali. Stessa solfa per i macchinisti che dovranno passare dalle 736 ore annue attuali a 900. 
IL SINDACATO AI MINIMI TERMINI. Ancora “carta canta: “Vanno aboliti i turni degli attivisti sindacali e ridefiniti i criteri e le quantità di riconoscimento dei distacchi e dei permessi giornalieri”. Una linea durissima che farà insorgere il sindacato avvezzo a libertà che sembrano appartenere all’inizio del secolo scorso. C’è da giurare che ci sarà battaglia.
Anche per gli operai delle manutenzioni, arriva una stangata: l’orario di lavoro è fissato in 39 ore e verrà varata una riorganizzazione dei turni e dei reparti con la fine degli appalti esterni, grazie all’introduzione di tempi “standard” per le lavorazioni.
I FURBETTI DEL BIGLIETTO. Con una media nazionale di circa 12 punti, a Roma non pagano più o meno 15 passeggeri su cento. Per i verificatori arriva una rivoluzione con due turni al posto di tre e massima concentrazione su 40 linee principali e nelle ore di punta. Secondo Atac, l’effetto produrrà un incrementi dei titoli di viaggio per tutto il triennio.
I DIRIGENTI. Dopo la cura dimagrante delle responsabilità apicali, finisce una volta per tutte il premio. Ogni euro in più sarà legato agli obiettivi del piano e al loro raggiungimento, nonché alla qualità dei servizi erogati.
NOTTURNO E METRO C. Sempre Atac conferma che il servizio notturno non verrà dato più in appalto esterno e che diminuirà da 3,6 milioni di chilometri/vettura a 2,7 milioni. La Metro C è la nota dolente: i costi della nuova tratta sono pari a più di 40 milioni di euro, non coperti dal contratto di servizio col Comune e quindi incideranno sul bilancio. Verrano recuperati con una contrazione ulteriore delle spese di consulenza, comunicazione, legali e di gestione del personale.
I NUMERI. Alla fine del triennio Atac sarà meno gigante: invece dei 12.184 dipendenti ne avrà 11.686. Nota dolente: l’indebitamento vero le banche non si ridurrà di un centesimo.

IL DOCUMENTO INTEGRALE