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Il “giardino” tra crolli e monnezza. La Garbatella grida: “Basta prese in giro”

Il 18 febbraio 1920 re Vittorio Emanuele III posava la prima pietra di Piazza Brin. Sul “pincetto” stava per nascere quella città giardino che sarebbe diventato il quartiere modello. Etichettata da tutti come esempio di edilizia popolare da anni è però lasciata senza un vero e proprio intervento di restauro. 93 primavere cominciano a pesare sugli edifici e per fortuna che ci hanno pensato i Cesaroni a rimettere a posto qualche pietra pericolante

di Alberto Berlini

É un anniversario amaro quello targato 2013 per la Garbatella. Quest’anno le autorità non sono state invitate. Solo tre anni fa c’era anche un sottosegretario del Governo a scoprire la targa che celebrava il 90esimo compleanno della “città giardino”, ma ora l’undicesimo municipio si sente un po’ abbandonato. L’urlo arriva dal suo presidente, Andrea Catarci: “Quella di Garbatella ormai può definirsi una vera e propria emergenza. I palazzi sono ormai vecchi, alcuni hanno più di novant’anni e tutto il quartiere necessita di un piano di intervento straordinario. L’amministrazione comunale fa orecchie da mercante – continua il minisindaco – e l’Ater è l’unica a rispondere, poi ci troviamo a far le riunioni in quattro gatti e tutti senza soldi”. In effetti basta farsi un giro nel quartiere per accorgersi che il “giardino” comincia ad aver bisogno di qualcosa di più di una passata di vernice. “Basta con le prese in giro, quest’anno alla festa del nostro compleanno non ho voluto autorità – sbotta Catarci – tutti a prenderci come modello a favore di telecamere, ma quando si tratta di soldi e di iniziare i lavori, ecco che non si fanno trovare. Per fortuna ci hanno pensato la troupe dei Cesaroni a rimettere a posto qualche pietra alla scuola media”.


Che a ben vedere non è solo l’emergenza di edifici pericolanti. In alcune strade l’immondizia marcisce fuori dai cassonetti. E pare che non sia un caso sfortunato. “E sì, qualche volta succede – confessa sottovoce l’esplosivo presidente del municipio – e pensare che sarebbe un quartiere modello per fare la differenziata porta a porta, pensi che in alcune strade i camion dell’Ama faticano a passare. Ma ancora una volta non ci ascoltano, e dal 2007 usano la scusa che manca un’isola ecologica”. Che invece c’è, a via del Campo Boario, proprio al confine tra l’XI e il I municipio.
Ma a Garbatella tuttavia si sta bene. Non trovi per le strade una sola persona che si lamenta di vivere qua, in questo paesone incorniciato tra l’Ostiense e la Colombo. Da qualche anno l’Ater vende gli appartamenti popolari, e frotte di professionisti hanno traslocato in questo che era un ex quartiere popolare. Anche in edicola si è visto il cambiamento. “Ora il Corriere dello Sport lo vendiamo solo il giorno dopo della partita della Roma, il Messaggero rimane tutto qua, la Repubblica invece va benissimo”.

Un quartiere vivo, conta 46mila abitanti e i commercianti son ancor più contenti da quando il cinema e la tv lo hanno identificato come set ideale. Prima per le passeggiate in vespa di Nanni Moretti, poi ecco i Cesaroni. E poco importa se poi i turisti, che arrivano addirittura con le guide, trovano che al posto della bottiglieria c’è un bar, crocevia dei tifosi di fede giallorossa. Arrivati in Piazza Giovanni de Triora a quel punto un caffè se lo prendono e dietro al bancone trovano un sorriso, che dopo averti staccato l’ennesimo scontrino sa già come rispondere alla solita domanda: “si, certo che lì girano qua fuori i Cesaroni”.

(Il video è per gentile concessione dell’Agenzia Meridiananotizie)