di Alberto Berlini
“La nuova Italia guarda con speranza, ma i giovani devono trovare persone che credono in loro. Chi scappa dal Bel Paese lo fa per riconnettersi con il mondo, perché è l’Italia che è fuori dal mondo”. Grintosa, novella Giovanna d’Arco della tv, Eleonora Daniele sceglie Affaritaliani.it per raccontare la prima settimana del suo ritorno in tv: su RaiUno il suo programma “Storie Vere” è un successo di share (16%) e critica.
Dopo aver accompagnato i pomeriggio estivo tra cronaca e attualità con “Estate in diretta” la showgirl che ha scelto la tv dell’impegno, torna al timone del suo programma che quest’anno raddoppia: un’ora di riflettori puntati su una pedana, dove salgono solo le “storie vere” con i loro protagonisti. Gente comune, con gli esperti o le istituzioni rilegati tra il pubblico per intervenire o dare risposte. Storie di tutti i giorni come canta il brano divenuto la sigla del programma, una interpretazione della canzone di Riccardo fogli, ad opera di un gruppo di ragazzi di Latina, i “Fuori controllo”.
“Gli italiani hanno sempre avuto paura – racconta Eleonora – oggi l’insicurezza è dilagante. Salta la solidarietà che legava le persone. Senza associazionismo che sostiene le famiglie sarebbe un disastro. Manca una rete sociale e l’indifferenza aggrava i problemi. Sopportiamo troppo, ma è arrivato il momento di alzare la voce e reagire”. E’ questo il format di quello che è diventato un vero e proprio brand: un grande contenitore che racconta un’Italia che cerca lavoro e al tempo stesso dignità.
Hai scelto il ruolo di donna impegnata…
“Si, vedo il mio futuro in rosa. Amo il daytime, mi piace parlare alle famiglie e alle donne in particolare – spiega Eleonora – porteremo le telecamere anche fuori dagli studi, per entrare direttamente nel vivo dei racconti per strada, dove nascono e muoiono le storie”.
“Una storia che mi ha scosso più di ogni altra è quella che riguarda coloro che si sono ammalati dopo aver ricevuto una trasfusione di sangue infetto – racconta Eleonora Daniele ad Affaritaliani.it – Se non fosse stato per l’attenzione mediatica che riaccende i riflettori molti casi non sarebbero mai stati riaperti o seguiti con l’attenzione che meritavano. Ecco, partiremo dal racconto di storie incredibili di errori medici, poi affronteremo temi sociali quali la disabilità, il femminicidio, il bullismo, ma lasceremo spazio a puntate più leggere e perché non anche a qualche buona notizia che, diciamolo, non guasta”.

