Una municipalizzata che fa causa al suo unico azionista è un caso più unico che raro. Ma tant’è che Roma Metropolitane ha fatto due decreti ingiuntivi al Campidoglio per ottenere fondi necessari al sostentamento di una struttura guidata ancora dal management scelto dalla precedente consiliatura. Che il corto circuito sia arrivato allo stadio finale lo chiarisce l’assessore alla Mobilità, Guido Improta, che interrogato sui ritardi nella realizzazione della terza linea metropolitana, ha spiegato come il general contractor Roma Metropolitane non prenda soldi da un anno “perchè la Ragioneria di Roma Capitale ritiene che debbano fare delle contabilizzazioni diverse rispetto a quelle fatte nei giorni scorsi”.
“Ho avuto modo di verificare l’indisponibilita’ dei vertici di Roma Metropolitane alle dimissioni perche’ ritengono che non ci siano le condizioni – spiega Improta – Noi ne abbiamo preso atto e prenderemo le nostre decisioni e lo faremo entro il mese di luglio. Ci sono varie opzioni sul campo: dalla revoca dei vertici alla possibilita’, nel piano di rientro, di fusione di Roma Metropolitane con Risorse per Roma.
Per l’assessore ai Trasporti “e’ evidente che quando si creano dei contenziosi la ragione non sta mai solo da una parte e lo abbiamo visto con il contenzioso di Metro C. In questo caso, quello che lascia perplessi è che ci sia un cambio delle regole del gioco senza che nessuno si ponga il problema delle conseguenze”. Cosi’, ovviamente, non si puo’ andare avanti – ha aggiunto Improta -. Una struttura che deve essere contraltare del general contractor non puo’ diventare un problema per il Comune”.

