Si allarga l’inchiesta che ha visto finire in manette Furio Fusco, il fotografo titolare di una notissima agenzia di modelle, accusato di adescamento di minori, pornografia minorile aggravata e prostituzione minorile. Secondo le notizie emerse dall’inchiesta giudiziaria, il fotografo avrebbe organizzato anche incontri a sfondo sessuale tra le ragazze e alcuni dirigenti di primo piano di Rai e Mediaset.
Si tratta di una coda della triste storia delle baby squillo: proprio dall’indagine dei Parioli si è arrivati al manager. Alcune ragazzine che avevano avuto un ruolo secondario nella vicenda, avrebbero raccontato ai Carabinieri, l’esistenza di un “organizzatore di incontri” che lavorava nel mondo degli spot pubblicitari. Da qui l’apertura della nuova indagine, culminata con le perquisizioni e il ritrovamento di documentazione nello studio di Furio Fusco che comproverebbe le storie narrate dalle ragazzine.
Un’inchiesta interna per verificare se qualcuno aveva rapporti con il fotografo è stata rischiesta dai deputati del partito democratico Lorenza Bonaccorsi (commissione di Vigilanza Rai), Federico Gelli (Affari Sociali) ed Ernesto Magorno (Giustizia).
“Dagli interrogatori e dalle indagini dei magistrati romani su Furio Fusco – spiegano i deputati – emergerebbero cene e serate durante le quali il fotografo avrebbe fatto da procacciatore di ragazze per dirigenti del servizio pubblico. Ovviamente occorre attendere quanto emergerà dall’inchiesta giudiziaria. La Rai, però, può verificare se qualcuno nei suoi uffici era in contatto con il fotografo e a che titolo. Si tratta di una questione grave e delicata, è opportuna la massima collaborazione con gli inquirenti”.
PRIMO INTERROGATORIO PER FUSCO. Si è avvalso della facoltà di non rispondere Furio Fusco, il 51nne titolare dell’omonima agenzia di modelle finito ieri in carcere accusato di adescamento di minori, pornografia minorile, prostituzione minorile, durante l’interrogatorio di garanzia svolto nel carcere di Regina Coeli davanti al gip Giulia Proto. Al momento la difesa dell’indagato sta valutando se presentare ricorso al tribunale del Riesame, una decisone legata anche ai prossimi atti istruttori che i pm titolari dell’indagine intendono svolgere.
TRA PARIOLI E TRIESTE 6 RAGAZZINE. Sono sei le ragazzine, che vanno a scuola tra il quartiere Trieste e i Parioli, finite nel giro. Un numero destinato a crescere: gli inquirenti stanno infatti svolgendo accertamenti per identificarle.

