“Mi piaceva l’idea di fare tanti soldi e farli in modo rapido e senza faticare troppo”. Così una delle due minorenni che si prostituivano in un appartamento in viale Parioli, sentita in sede di incidente probatorio. “Ho visto che la mia amica si poteva permettere tutto e di acquistare vestiti di marca, volevo farlo anche io – ha aggiunto – Così ho cominciato a prostituirmi con gli uomini che non sapevano della mia minore età. A chi me lo chiedeva dicevo di essere maggiorenne come la mia amica. La verità la sapeva solo Mirko Ieni”.
In merito alla madre, finita in carcere il 28 ottobre, ha smentito parte delle accuse. “Mamma non sapeva che mi prostituivo, aveva intuito che c’era qualcosa di strano in me perchè il mio stile di vita era cambiato. Era convinta, anche perchè glielo avevo confessato, che facessi i soldi spacciando droga e che questo avvenisse nell’appartamento ai Parioli”. La ragazzina, 16 anni il prossimo ottobre, è stata sentita in sede di incidente probatorio collegata in videoconferenza con l’assistenza di un avvocato e di uno psicologo, davanti al gip Maddalena Cipriani.
“Lei non sapeva niente della prostituzione, non c’entra nulla – ha continuato la ragazzina – Per un periodo gli ho dato dei soldi perchè era in difficoltà economiche, lei ci stava male pure per questo. Lei non sapeva nulla della mia attività. Dopo gli ho detto che spacciavo e che incontravo i clienti cui fornivo la cocaina nella casa ai Parioli. Lei mi diceva di stare attenta ai clienti”. Quanto alle intercettazioni in cui la madre le avrebbe dato dei consigli sulla gestione della giornata e del lavoro, che per l’accusa sarebbero la prova che il genitrice fosse consapevole che la figlia di prostituiva, la minorenne ha sostenuto che quelle conversazioni sarebbero state fraintese.
