Nella storia infinita per l’individuazione di una discarica, torna in auge il progetto di Quadro Alto, l’ex cava nel territorio del Comune di Riano, dove per mesi cittadini e Commissario si sono dati battaglia. Sino alla resa delle istituzione che, di frone ai blocchi continui della via Tiberina, hanno mollato la presa. Da allora e nei mesi a seguire è stato solo un susseguirsi di indicazioni di località presunte, senza che Regione, Comune, Commissario e ministero dell’Ambiente trovassero un accordo su dove localizzare la discarica di servizio.
Nei giorni scorsi Quadro Alto è di nuovo tornato agli onori delle cronache, per via di un intervento del professor Mario Baruchello, l’esperto che aveva realizzato il progetto preliminare per conto del consorzio Colari. Alla lettera di Baruchello, ora risponde il dottor Maurizio Maurizio Lancellotti, autore di una petizione discussa al Parlamento Europeo contro un progetto di discarica a Riano che chiede ospitalità ad Affaritaliani.it.
“Con riferimento all’articolo apparso su Affari Italiani in data 10.07.13, dal titolo Quadro Alto, parla Baruchello: “Il progetto è sicuro e legale”, vorrei chiedere una possibilità di replica a nome dei cittadini di Riano e di Roma nord.
Nell’articolo il professor ingegner Baruchello, autore per conto della Co.La.Ri. del progetto di discarica a Quadro Alto, afferma che “sulla base dei rilievi geologici a disposizione, comunque si consideri l’altezza di falda (quota variabile da +47 a +43 m s.l.m.), la distanza del fondovasca supera in garanzia quanto richiesto dalle disposizioni di legge, assicurando ampiamente la salvaguardia ambientale”., laddove i rilievi che cita come a sua disposizione sono quelli fatti dal geologo Fabrizi, con cui Baruchello collabora.
La legge – come ricorda lo stesso Baruchello – prevede che il fondo della base dell’impermeabilizzazione della discarica sia sopra il livello naturale di massima altezza della falda acquifera. Orbene, sia la nuova carta idrogeologica della regione Lazio, che evidentemente Baruchello ignora, sia la relazione del CNR su Quadro Alto, che le relazioni idrogeologiche di parte (ad es. quella del dott. Francesco Rosso ed altri dell’associazione “Riano nel Cuore”) dimostrano inequivocabilmente che la falda si trova naturalmente addirittura a 13 – 15 metri sopra il piano di cava (il che rende illegale qualsivoglia tipo di discarica in virtù del richiamo normativo menzionato dallo stesso Baruchello). Non a caso, a Quadro Alto la falda si trova naturalmente a 55 – 60 metri s.l.m. e vi è un fosso pensile (!) a 15 metri di altezza circa.
La condizione innaturale e temporanea della cava a Quadro Alto è dovuta all’attività continua di emungimento dell’acqua da parte delle pompe, fatto sempre omesso (nessuna foto mai le ritrae né ritrae le pozze d’acqua affioranti) sia negli studi della Co.La.Ri., sia nella c.d. indagine preliminare (mero copia e incolla di estratti delle relazioni Co.La.Ri.), sia nello studio di Sorrentino e Moretti commissionato da Pecoraro (di fatto, uno studio cartaceo e cartografico, per la stessa ammissione dei due ingegneri e come si evince dalle relazioni giurate dei gestori delle cave che mai hanno visto i due ingegneri fare indagini sul sito).
In assenza di queste pompe, o in caso di loro malfunzionamento per qualsivoglia ragione, la falda permeerebbe immediatamente tutto lo spazio di cava a disposizione, allagando un’eventuale discarica (comunque fuorilegge, come sopra evidenziato). Inoltre, contrariamente a quanto afferma il professor Baruchello che cita i dati del dottor Fabrizi, la falda acquifera dei Monti Sabatini non solo non è modesta, ma è falda idropotabile che serve centinaia di migliaia di persone”.
E dopo Lancellotti, la guerra tra i tecnici prosegue. Alla diffida iniziale, replica così il tecnico, professore a Tor Vergata:
Ho ricevuto una diffida dal Dott. Maurizio Lancellotti, autore e relatore di una petizione discussa al Parlamento Europeo contro un progetto di discarica a Pian dell’Olmo, a seguito del mio comunicato stampa, che rispondeva a considerazioni espresse su alcuni giornali in merito all’ inadeguatezza del sito in conseguenza delle quote della falda acquifera.
Nel mio comunicato avevo riaffermato la conformità del progetto da me redatto alla normativa di settore.
Nella mail del 13/07/2013, che riporto, il Dott. Lancellotti scrive“ ……diffido Baruchello a smentire entro il termine di 48 ore dal presente messaggio le dichiarazioni sopra referenziate, manifestando altresì la volontà di correggere i suoi studi del 2009 su progetti di discarica Quadro Alto e su Pian dell’Olmo, riservandomi in caso contrario di sporgere denunzia querela nei confronti suoi e del geologo Fabrizi per falso ideologico e materiale sia per quanto concerne i dati citati dal Baruchello (tanto in questo articolo per Quadro Alto quanto in altro articolo di altra testata giornalistica del 2012 per Pian dell’Olmo) sia per le conclusioni che il Baruchello continua a basare su dati falsi, nel frattempo smentiti da relazioni di parte, dallo studio del CNR e dalle nuove mappe idrogeologiche dell’area”.
Conseguentemente ho preso in esame lo studio citato dal Dott. Lancellotti e redatto dal CNR successivamente all’indagine svolta dal Dott. Geol. A. Fabrizi su cui ho basato il progetto.Sono soddisfatto nell’affermare che, contrariamente a quanto dichiarato dal Dott. Lancellotti, l’indagine del CNR conferma pienamente quanto rilevato precedentemente dal Dott. Fabrizi.
Rimando, infatti, all’esame della tavola 17 riportata a pag. 50, dello studio del CNR, ove è facile accertare che la proposta discarica di Quadro Alto si pone tra l’isopieza a 50 m. s.l.m. e quella a 35 m. s.l.m., quindi perfettamente in linea con quanto da me affermato nel comunicato stampa, ovvero che l’indagine del Dott. Fabrizi evidenziava che la falda soggiacente la discarica si trovava tra quota 47 e 43 m. s.l.m.
A questo si aggiunga che le quote di falda rilevate dal CNR nel corso dello studio citato ai pozzi 32 e 39, ovvero i più prossimi all’impianto, è rispettivamente di 40,89 m. s.l.m. e 38,30 m. s.l.m.
Tutto ciò puntualizzato ritengo di non dover smentire nulla, ma piuttosto riconfermare l’idoneità del progetto a suo tempo presentato.
Ad ulteriore conferma della assoluta idoneità del sito è certamente utile il confronto dei dati sull’altezza di falda indicati dal CNR con la quota più profonda prevista per il fondo della discarica al netto dell’impermeabilizzazione artificiale (1 m di argilla + materassino bentonitico + HDPE + TNT + Terreno arido di protezione) pari a quota +55,00 m s.l.m., arrivando a quota +53,50 in corrispondenza dei pozzi di raccolta del percolato; assumendo la quota maggiore (40.89 e non 38.30) si ottiene un franco tra il fondo del nuovo invaso e la falda di 12,62 m, quindi 6 volte superiore ai limiti di legge.
Inoltre, la nuova cartografia idrogeologica della Regione Lazio seppur redatta alla scala 1:100.000 e quindi di inquadramento generale, evidenzia comunque la correttezza dei dati progettuali quest’ultimi confermati dallo studio di dettaglio del CNR”.
Dopo la battaglia tra i cittadini, ora la tenzone si sposta sul piano meramente tecnico. Nel frattempo Roma è sempre in attesa di individuare una discarica. Quadro Alto, oppure Solfatara?

