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Rischio alberi, ombra da paura. I giardinieri lanciano l’allarme

Rischio alberi, ombra da paura. I giardinieri lanciano l’allarme
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“In media cadrà una pianta al mese, alberature troppo vecchie”. Per il servizio Giardini budget di poche migliaia di euro, strumenti vecchi, scelte sbagliate e poco personale per il controllo del verde urbano
Rischio alberi, ombra da paura. I giardinieri lanciano l’allarme
Rischio alberi, ombra da paura. I giardinieri lanciano l’allarme
Rischio alberi, ombra da paura. I giardinieri lanciano l’allarme

Alberti troppo grandi piantati in marciapidi troppo stretti; piante “vecchie” destinate a schiantarsi al suolo, in media una al mese; giardini per buona parte fuori controllo. E’ questa la fotografia della capitale più verde d’Europa, schiacciata dal pressapochismo e dalla mancanza di investimenti. Ad illuminare un quadro non troppo incoraggiante è Francesco Messina, direttore dell’Ufficio Alberate del Servizio Giardini alla Commissione Ambiente di Roma Capitale, convocata dal presidente Athos De Luca.

“Per i 140.000 alberi sulle sedi stradali, anche giardinetti e piazzette, contati nell’ultima indagine di febbraio, sui 330.000 totali a Roma – spiega Messina – non è stato possibile fare una valutazione approfondita, limitandoci a un’indagine numerica e dimensionale, perché non abbiamo a disposizione le risorse umane ed economiche necessarie. A budget abbiamo qualche migliaio di euro per l’aggiornamento, e come personale stiamo andando piano piano verso l’esaurimento dell’organico, quello che si faceva dieci anni fa ora non è possibile”.

La valutazione va aggiornata periodicamente: “Tempo sei mesi-un anno ‘scade’ – spiega Messina – Soprattutto perché il 50% degli alberi ha più di 60 anni, età che per piante come la robinia significa la fine del ciclo vegetativo”. A complicare la situazione, nota Messina, “le piantumazioni in siti non idonei fatte negli scorsi anni, ponendo per esempio una pianta grande in marciapiede stretto”.

Pareri condivisi da due tecnici dell’Ufficio Verde Scolastico, che parlano di “mancanza di visione complessiva. Sono anni che non si fa un investimento sul servizio, bisogna modernizzare”. E poi, sottolineano, “anche delle indagini avviate, come il censimento sui circa 1000 alberi nelle scuole romane che avevamo iniziato nel 2011, non c’è traccia”. Ci vorrebbero, chiosano, “degli Uffici alberate in ogni Municipio che possano valutare le piccole e medie alberature e coordinarsi con l’Ufficio centrale”.