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Roma Pride 2016. “Renzi sposi una coppia gay”, L’appello

Asia Argento: “La parata ha il significato della lotta per la libertà d’amare”

Roma Pride 2016. “Renzi sposi una coppia gay”, L’appello
roma pride 2016 08
Roma Pride 2016. “Renzi sposi una coppia gay”, L’appello
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“Siamo 700 mila”. Sono gli organizzatori del Roma Pride a fornire la stima dei partecipanti dal bus rosso a due piani che apre la manifestazione. Numeri in libertà che riprendono in pieno o stile della manifestazione.
“Renzi sposi la prima coppia gay in Italia”. E’ l’invito che è arrivato dal Gay Center.   “Un fatto simbolico – ha spiega il portavoce Fabrizio Marrazzo – ma anche la rivendicazione di una legge che riguarda tutti gli italiani e non solo le coppie gay. Tutto si può ancora migliorare, soprattutto i diritti dei figli e le adozioni, ma intanto i sfiliamo con un diritto in più, la legge approvata sulle unioni civili. Sul nostro carro anche l’invito al prossimo Sindaco di Roma a sposarci. Il Campidoglio può essere piazza di festa e di diritti”. “Ma il Pride non si ferma a Roma. Il 25 giugno – annuncia il Gay Center – saremo a Latina per il Lazio Pride per manifestare anche contro l’appello anti-gay firmato da alcuni candidati locali che vogliono fermare il contrasto all’omofobia nelle scuole e nel comune laziale”.

“Noi non ci accontentiamo, e continueremo a lottare per i nostri diritti”. Sebastiano Secci, portavoce del coordinamento Roma Pride, ha ribadito che “le unioni civili non sono mai state il nostro obiettivo: quello che chiediamo sono matrimonio, riconoscimento dei figli alla nascita, adozioni”. “Quello che davvero colpisce – aggiunge – è, ad esempio, il silenzio assordante delle istituzioni sulle malattie sessualmente trasmissibili, Aids in testa, quasi si abbia paura ad usare la parola preservativo; e sulla mancanza di norme ad hoc contro omofobia, transfobia e lesbofobia, malgrado tanti ragazzi e ragazze siano vittime di atteggiamenti discriminatori. Il messaggio che vogliamo mandare, ad oltre venti anni dal primo Pride romano (promosso nel’94 dal circolo Mario Mieli, ndr) è che lo Stato sbaglia, e di grosso, se pensa di aver assolto i suoi doveri varando una legge piena di lacune e ricominciando per questo ad ignorare le nostre richieste”. Incoraggiante anche l’adesione internazionale, con delegazioni ufficiali di Canada, Usa, Australia, Regno Unito e Germania.
ASIA ARGENTO. “Per me questa parata ha il significato spirituale della lotta per la libertà d’amare. Non è una cosa politica, non è una cosa religiosa, è un diritto della natura che esiste da sempre: uomini con donne, uomini con uomini, donne con donne”. Asia Argento, madrina ufficiale del Roma Pride 2016 spiega il perchè della sua scelta. “Le classi sociali non c’entrano – ribadisce – questa è l’unica lotta che voglio insegnare ai miei figli. Ecco perché ho deciso di essere qui”.