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Si vendeva i dati del Ministero. Poliziotto infedele in manette

Ai domiciliari l’investigatore e presidente regionale della Federpol, Paolo Carbone, titolare dell’agenzia Tony Ponzi. Era lui che commissionava le interrogazioni ai database della polizia all’agente della Direzione Centrale dell’Immigrazione in cambio di “una mancetta”. Coinvolto anche un poliziotto della Questura sottoposto ad obbligo di firma. L’accusa è “accesso abusivo ai sistemi informatici in uso alle forze di Polizia, e divulgazione di informazioni sottoposte a segreto”

di Claudio Roma

Dal suo ufficio della Direzione Centrale dell’Immigrazione accedeva all’archivio del ministero degli Interni e ai database della Polizia per controlli sulle persone: identità residenza, auto, targhe, parenti ed eventuali carichi pendenti o denunce in corso. Ma a pagarlo non era lo Stato bensì un investigatore privato che aveva trovato “la via breve” per reperire informazioni.
Ora nei guai ci sono due agenti di Polizia. Il primo, F.L.L.C. Si è visto di buon ora bussare alla porta di casa i colleghi che gli hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Roma. L’accusa è pesante: “Accesso abusivo ai sistemi informatici in uso alle forze di Polizia, e divulgazione di informazioni sottoposte a segreto”. La Procura che ha seguito per diverso tempo il lavoro dell’uomo, e ha registrato tutti i suoi accessi al sistema. Per cercare di lasciare meno tracce possibili, il poliziotto infedele aveva coinvolto nel “giochetto redditizio”, anche un collega della Questura, l’assistente capo M.L.B., nei cui confronti è stato emesso, invece, un provvedimento di obbligo di firma.

paolo carbone

L’indagine è ovviamente proseguita con una visita anche negli uffici della Circonvallazione Clodia in una storica agenzia di investigazioni, la Tony Ponzi, gestita dall’ex poliziotto Paolo Carbone, accusato di essere il committente e pertanto agli arresti domiciliari. Da segnalare che Carbone, come risulta dal sito internet dell’agenzia, ha un curriculum di primissimo piano sia come investigatore della Polizia che come perito in diversi processi, tra cui quello di Marta Russo. Collaboratore anche di Trenitalia per la sicurezza antiterrorismo, Carbone dal 2008 risulta presidente regionale per il Lazio della Federpol, il sindacato che riunisce gli investigatori privati.
Insieme a Carbone, un collega di una seconda agenzia di cui non sono state rese note le generalità è stato sottoposto all’obbligo di firma.