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Solidarietà, rispetto e inclusione, i valori di Raffaella Carrà Foundation per i giovani talenti in difficoltà

Presentata a Roma la Fondazione intitolata a Raffaella Carrà presieduta dal figlio adottivo dell’artista. Sostegno ai giovani talenti in difficoltà

Solidarietà, rispetto e inclusione, i valori di Raffaella Carrà Foundation per i giovani talenti in difficoltà

“Affiancare i giovani, affinché possano essere liberi di sognare” – sono le parole di Margherita Vasselli, responsabile dei progetti della Fondazione Raffaella Carrà, intervenuta durante la presentazione che si è tenuta questa mattina a Roma presso l’Auditorium di Palazzo delle Esposizioni – “Siamo qui per dire a tutti i ragazzi e le ragazze con un sogno nel cassetto che la fondazione è presente per sostenerli nel loro percorso artistico e di crescita personale”.

Si è aperto sulle note di Assulaiè – sigla del programma Amore – l’incontro voluto proprio nel giorno del compleanno della diva, il 18 giugno 1943, per presentare la fondazione a lei dedicata ed i suoi progetti.

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Non il ricordo di un’assenza, ma un’opportunità di vivere una presenza

“Questo progetto non vuole rappresentare il ricordo di un’assenza, ma un’opportunità per continuare a vivere la presenza di un’anima straordinaria” – sottolinea il figlio adottivo della Carrà, Gian Luigi Pelloni Bulzoni, fondatore e presidente di Raffaella Carrà Foundation (www.raffaellacarrafoundation.it)  – “Raffaella era una pioniera: si divideva tra il ruolo della diva e quello della vita vera di Raffaella Pelloni. Io intendo fare lo stesso. In tanti cercano di raccontare Raffaella, anche se non l’hanno mai vissuta. Vivere Raffaella è una cosa, raccontarla è un’altra. In diverse occasioni si è tentato di rappresentarla, vuoi per un film, vuoi per una fiction. Ma ciò non è possibile perché non vi è nulla da scoprire di più, nulla di diverso, né di pruriginoso. Raffaella non partecipava alle feste, frequentava pochi amici.  Preferiva la vita intima a quella mondana. Si ritirava a casa e giocava a tre sette e burraco”. 

Da dietro le quinte ai riflettori

“Raffaella insegna” – precisa Pelloni Bulzoni – “se non hai nulla da dire, non si rilasciano interviste”. Il presidente della fondazione conferma la linea adottata dalla Carrà. “Sarà come stare al fianco di Raffaella, nello stesso modo. È stata per me maestra di vita e di umiltà. Di lei conservo ogni cosa dentro di me”.

In effetti i riflettori sull’esistenza di un figlio adottivo – erede universale di Raffaella Carrà – si sono accesi lo scorso marzo per via di un contenzioso legale con una società spagnola per i diritti del musical Ballo Ballo. Ancor prima, nel 2023, se ne accennava in un libro – Raffaella Carra – La Ragazza Perfetta scritto dalla giornalista Rai Adriana Panitteri

Riguardo alla vertenza sul musical: “La questione è risolta” – precisa l’avvocato Barbara Giaquinto, membro del consiglio direttivo della fondazione – “Era necessario chiarire alcuni passaggi contrattuali”.

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L’inimitabile sorriso di Raffaella, entrato nel cuore di milioni di spettatori

Quel giorno che cambiò tutto 

“Avevamo deciso di organizzare la conferenza stampa per annunciare il progetto” – ricorda Pelloni Bulzoni – “Non era ancora stata fissata la data. Ci trovavamo in pieno lock down, all’Argentario. Il 22 aprile 2020, arrivò la diagnosi della malattia; quel giorno cambiò tutto. Decidemmo di tornare a Roma per iniziare subito le cure. Durante l’incontro con il medico – il 4 maggio – venne rivelata la natura del male: si trattava di un tumore ai polmoni. Fu una botta tremenda, una tranvata, come diciamo noi a Ferrara. Tornati in ufficio, Raffaella mi chiamò nella sua stanza. La trovai impegnata a scrivere: Sto preparando il testamento, Te lo voglio leggere. Ho deciso una cosa: per portare avanti tutto quello che ho fatto, vorrei adottarti. Non fu un momento semplice, ne parlai con Sergio (n.d.r Sergio Japino). Ero confuso. Ti lascio il tempo che vuoi, basta che Tu mi dica subito sì. E, allora dissi di sì. Quando il 5 luglio Raffaella se ne è andata, ho avuto un crollo che è durato quasi un anno. Non c’ero con la testa”. 

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Quattro progetti per i giovani talenti

L’obiettivo è chiaro e ben riportato sul sito: “La fondazione nasce per sostenere i giovani in difficoltà, attraverso progetti sociali e culturali. Solidarietà, rispetto ed inclusione, valori che la fondazione intende portare avanti e che hanno sempre contraddistinto la vita di Raffaella.

Quattro, attualmente, i progetti descritti durante l’incontro. Talentum – che intende valorizzare i giovani talenti della danza attraverso formazione e borse di studio; Vox Animae – dedicato alla crescita con il canto; Primus Actus, per i giovani che si affacciano al mondo del cinema e della produzione audiovisiva. 

Chiude l’elenco, Freedom, il percorso – ancora in fase di lavorazione – che vuole offrire possibilità di esperienze e relazioni autentiche presso l’Agriturismo Le Mandriacce nella campagna di Ponzano Romano.

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La Carrà in una delle sue iconiche mise

Parte da Roma la prima mostra internazionale dedicata alla Carrà

Tra i progetti più attesi, la grande mostra dedicata alla diva che verrà presentata in conferenza stampa il prossimo 4 settembre. Raffaella, Coraggio Stile di Vita e Libertà, questo il titolo dell’esposizione che sarà allestita negli spazi del Palazzo della Civiltà Italiana nel quartiere EUR. Una mostra itinerante: “E’ l’unica cosa chiesta espressamente da Raffaella” – rivela Pelloni Bulzoni.

La Carrà avrebbe voluto affidarla ad Alessandro Lo Cascio, il manager dello spettacolo scomparso a soli 52 anni nel 2023.  “Alessandro conosceva bene il mondo Carrà e Rai. La sua prematura scomparsa ha rallentato la costruzione del progetto”, spiega il figlio. La mostra – curata da Barbara Giaquinto e Margherita Vasselli – sarà prodotta da Alessandro Nicosia con la sua società C.O.R.. Dopo Roma, si prevedono Madrid e Buenos Aires. 

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Un affetto fraterno con il nipote della Carrà

“La persona più adatta per portare avanti questo progetto è Gian Luca” – conferma il nipote dell’artista, Matteo Pelloni. “Da quando ci siamo conosciuti, è nato immediatamente un amore fraterno che dura da più di trent’anni”. Il nipote – figlio del fratello minore della Carrà – si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa: “Sono uscite ultimamente alcune informazioni sbagliate. Ho aderito fin da subito alla neonata Fondazione creata da Gian Luca e lo ringrazio di avermi coinvolto. Siamo uniti per portare avanti il sorriso e la vitalità di mia zia. Sarebbe stata una madre fantastica. Un modo per restituire amore e ringraziarla per tutto quello che ci ha lasciato”.