Tanta paura, vetri infranti e una donna morta probabilmente per lo spavento. È il primo bilancio del terremoto delle 22,16 di sabato 16 in provincia di Frosinone, con epicentro a oltre dieci chilometri di profondità e magnitudo 4,8.
In Ciociaria le testimonianze raccontano di un movimento ondulatorio che è durato all’incirca 15 secondi e che ha fatto fuggire le persone da case, ristoranti, cinema e pub. Una donna di 63 anni, di Isola del Liri, è morta in seguito a un malore accusato dopo la scossa. La donna dopo il forte terremoto, preceduto da un boato, aveva lasciato la sua abitazione. E qui , dopo qualche minuto ha avuto un malore che ha costretto i familiari a chiamare il 118 che l’ha trasportata nel vicino ospedale di Sora. A stroncarla sembra sia stato un infarto, la donna era infatti cardiopatica.

Ai centralini dei Vigili del fuoco e della Protezione civile sono arrivate diverse chiamate di cittadini che chiedevano solo informazioni. La zona del frusinate colpita dal terremoto è da tempo sotto la sorveglianza di sismologi. Ha infatti cominciato ad attivarsi poco tempo dopo il terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009. “E’ una zona ad al pericolosità sismica che stiamo studiando con attenzione”, ha detto il direttore del Centro Nazionale Terremoti dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Alessandro Amato. “E’ una zona – ha proseguito – nella quale si trovano faglie attive note e nella quale sono avvenuti terremoti importanti nel passato”. Le analisi sui fattori che hanno scatenato il terremoto di sabato sera sono in corso. Quello che al momento si può dire, ha osservato Amato, è che i meccanismi presenti nell’area del frusinate sono analoghi a quelli dell’Appennino Laziale-abruzzese.
La terra ha tremato anche a Roma, in particolar modo nella zona sud e nei piani più alti delle abitazioni. Ma è in Abruzzo che si sono avuto momenti di terrore. Tra Avezzano, Sulmona, Popoli e persino Pescara, la terra ha “ballato” a lungo facendo temere una riedizione del terremoto dell’Aquila. In molti hanno preferito dormire fuori casa. Alle 8 di domenica mattina in tutto l’Abruzzo non si segnalavano danni.
