FONDI E PROGETTI PER PFAS, SICUREZZA IN MONTAGNA, METEO E GESTIONE DEI RISCHI - Affaritaliani.it

Pillole d'Europa

Ultimo aggiornamento: 20:40

FONDI E PROGETTI PER PFAS, SICUREZZA IN MONTAGNA, METEO E GESTIONE DEI RISCHI

PER STARE MEGLIO COME CITTADINI EUROPEI E CONOSCERE DIRITTI E TUTTE LE OPPORTUNITA' UTILI

di Cinzia Boschiero

Domanda: ci sono delle normative europee per i PFAS e l’acqua potabile? Laura Gualtieri
Risposta:
sì. Gli Stati membri dell’Unione europea devono monitorare in modo armonizzato i livelli di sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) nell’acqua potabile, per conformarsi ai nuovi valori limite dell’Unione Europea previsti dalla rifusione della direttiva sull'acqua potabile. Sono inoltre tenuti a informare la Commissione  europea sui risultati del monitoraggio, inclusi i dati relativi ai superamenti dei valori limite, agli incidenti e alle eventuali deroghe concesse. Questa misura contribuisce direttamente a uno degli obiettivi fondamentali della strategia sulla resilienza idrica: garantire il diritto all’acqua potabile sicura. Risponde, inoltre, all’invito contenuto nella strategia ad agire con urgenza contro gli inquinanti che minacciano le fonti di acqua potabile in Unione Europea.  La rifusione della direttiva sull'acqua potabile è stata adottata nel 2020 e gli Stati membri erano tenuti a recepirla nel diritto nazionale entro gennaio 2023. Per favorire un monitoraggio coerente in tutta l’UE, nel 2024 la Commissione europea ha pubblicato specifiche linee guida tecniche. È la prima volta che nell’Unione europea viene attuato un monitoraggio sistematico delle PFAS nell’acqua potabile. In caso di superamento dei valori limite, gli Stati membri devono adottare misure per ridurre i livelli di PFAS a tutela della salute pubblica e informare i cittadini. Tali interventi possono includere la chiusura dei pozzi contaminati, l’introduzione di ulteriori fasi di trattamento per rimuovere le PFAS o la limitazione dell’uso delle forniture di acqua potabile finché il superamento persiste. Jessika Roswall, Commissaria per l’Ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare competitiva, ha dichiarato: “L’inquinamento da PFAS rappresenta una preoccupazione crescente per l’acqua potabile in tutta Europa. Con i limiti armonizzati e il monitoraggio obbligatorio ora in vigore, gli Stati membri dispongono delle regole e degli strumenti necessari per individuare e affrontare rapidamente le PFAS, proteggendo così la salute pubblica”.

Domanda: per la sicurezza sulle montagne ci sono dei progetti e delle normative europee? Nicola Fremi
Risposta:
sì. Ci sono diversi finanziamenti e progetti tra cui il progetto europeo DIGIWAY - geodati per la sicurezza in montagna, che  è un progetto INTERREG del GECT "Euregio Tirol-Südtirol-Trentino" in collaborazione con NOI AG come partner tecnologico. L'obiettivo principale è migliorare le informazioni per la sicurezza in montagna pubblicamente disponibili, attraverso l'armonizzazione e la convalida dei geodati nell'Euregio. Il progetto DIGIWAY è finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale e Interreg VI-A Italia - Austria 2021-2027. Per la cooperazione è attivo anche il progetto Interreg FIt4Co CBO,  finanziato nell’ambito del programma Interreg VI-A Italia-Austria 2021-2027.  Ci poi altri interessanti progetti europei come  PROALP al fianco dei professionisti della montagna per rispondere alle sfide del cambiamento climatico. Rivolto a cittadini, enti pubblici, imprese e liberi professionisti, organizzazioni del terzo settore. C’è inoltre il programma Interreg Francia-Italia ALCOTRA 2021-2027 per l’imprenditorialità . Le Alpi piemontesi si preparano a un futuro più resiliente, innovativo e connesso grazie ai 21 nuovi progetti transfrontalieri finanziati dal Programma europeo Interreg Italia-Francia Alcotra 2021-2027 e che porteranno 14 milioni di euro di investimenti diretti sui territori della Città Metropolitana di Torino e della provincia di Cuneo. Questi progetti sono un'opportunità concreta per ripensare i nostri territori, rispondere alle sfide ambientali, sociali ed economiche e valorizzare le intelligenze locali che ogni giorno lavorano per il bene delle nostre comunità. In Italia funziona molto bene il Servizio Meteomont Carabinieri che esorta tutti gli amanti della montagna a seguire un approccio metodico e prudente, sintetizzabile in diversi punti che sono 1- Pianificazione e Informazione - prima di ogni escursione è fondamentale consultare il Bollettino di Previsione del Pericolo Valanghe (BPPV) disponibile sul sito ufficiale meteomont.carabinieri.it e sull'App Meteomont per Android e iOS; 2.- Valutazione dei Rischi (Regola 3x3) - ogni decisione deve essere basata sulla valutazione del rischio su tre livelli: regionale (condizioni generali) attraverso lo studio del BPPV e delle previsioni meteo; locale (area specifica) mediante l’osservazione delle condizioni del manto nevoso, della pendenza, dell’esposizione del pendio e della eventuale presenza di tracce valanghive; individuale (gruppo/persona) valutando l'esperienza, le capacità e l'attrezzatura; 3. Comunicazione del Percorso - lasciare sempre informazioni dettagliate sull'itinerario che si intende percorrere e l'orario di rientro previsto; 4.-Equipaggiamento e Competenza - per qualsiasi attività in ambiente innevato non controllato l'utilizzo dell'attrezzatura di autosoccorso (Apparecchio di Ricerca dei Travolti in Valanga - A.R.T.V.A., pala e sonda) è obbligatorio e vitale, così come la capacità di un corretto utilizzo; 5. Osservazione Attiva - durante l'escursione, l'osservazione costante dell'ambiente circostante, delle formazioni nevose e dei mutamenti meteo è fondamentale per una valutazione in tempo reale del pericolo. Il Centro Nazionale Meteomont dei Carabinieri, al servizio della collettività per garantire sicurezza e protezione ambientale attraverso l'impegno del proprio personale specializzato Esperti Neve e Valanghe, Osservatori Meteonivometrici e Previsori, ribadisce come la sicurezza in montagna sia un dovere civico e una responsabilità individuale. Il Servizio Meteomont Carabinieri svolge un ruolo cruciale nella prevenzione e previsione del pericolo valanghe attraverso una complessa e capillare rete di monitoraggio. Personale altamente specializzato effettua quotidianamente rilevamenti meteonivometrici in alta montagna, analisi del manto nevoso e test di stabilità, elaborando il Bollettino di Previsione del Pericolo Valanghe diffuso ogni giorno alle ore 14:00, strumento di conoscenza indispensabile per una fruizione consapevole e sicura dell’ambiente montano innevato. Il Servizio Meteomont del Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari Carabinieri, prontamente intervenuto di recente per la raccolta dei dati nivologici necessari a comprendere le cause degli incidenti e le dinamiche dei distacchi delle diverse valanghe, lancia un monito sulla crescente e intrinseca pericolosità delle attività fuoripista degli sciatori che, anche all’interno dei comprensori sciistici, lasciano le piste battute per “conquistare” porzioni di manto nevoso vergine. Sull’arco alpino il grado di pericolo valanghe va da marcato 3, al di sopra dei 2000 metri di quota sulle Alpi piemontesi nord-occidentali, a moderato 2 sui restanti rilievi piemontesi e alle alte quote dei rilievi di Veneto e Friuli Venezia Giulia. Il problema valanghivo prevalente è dato dai lastroni da vento formatisi a seguito delle recenti abbondanti nevicate e rilevante associata attività eolica. Sulla dorsale appenninica il manto nevoso è presente in maniera discontinua e solo alle alte quote, con un grado di pericolo valanghe che non supera il moderato. Entro la fine del secolo, si prevede che le montagne europee saranno cambiate fisicamente. I grandi ghiacciai avranno subito una significativa perdita di massa, ma i cambiamenti avranno anche un impatto sugli ambienti inferiori, medi e pianure alluvionali. L'UE ha diversi programmi di finanziamento che possono sostenere progetti nelle regioni montane, tra cui il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo sociale europeo e il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale. Questi fondi possono essere utilizzati per sostenere un'ampia gamma di iniziative, tra cui progetti infrastrutturali, creazione di posti di lavoro e conservazione dell'ambiente. Le frane indotte dalle precipitazioni possono avere un effetto a cascata sulle infrastrutture di trasporto  stando ai dati della valutazione europea dei rischi climatici. L'Unione Europea dispone di diverse politiche e iniziative volte a sostenere lo sviluppo sostenibile nelle zone montane. Queste politiche riconoscono le sfide ambientali, economiche e sociali uniche affrontate dalle comunità montane e mirano a promuoverne la resilienza e la redditività a lungo termine. La strategia dell'UE di adattamento ai cambiamenti climatici  mira a rendere l'adattamento più intelligente (spingendo le frontiere delle conoscenze in materia di adattamento), più rapido (accelerare la diffusione di soluzioni di adattamento) e più sistemico (soluzioni e piani integrati). Stimolare l'adattamento locale, le soluzioni basate sulla natura, gli usi sostenibili e la resilienza delle risorse di acqua dolce sono particolarmente importanti per le regioni montane.