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Il Sociale
Napoli, coppia gay si sposa in Germania. E l'azienda dà il congedo matrimoniale

Il sogno del matrimonio lo realizzano in Germania, perché qui da noi ancora non è legale. Però se la legge non li aiuta, il lavoro sì, concedendo uno straordinario congedo matrimoniale. Perché se in Italia le unioni gay non sono riconosciute, meno che mai lo è il congedo matrimoniale. L'eccezione arriva dalla Gesac, la società che gestisce l'aeroporto di Napoli e che al suo direttore commerciale consumer Sergio Gallorini, presto sposo del quarantenne psicologo Antonio Piccinni, ha concesso il congedo.

Racconta Gallorini: «Ci siamo conosciuti a marzo del 2013 pochi mesi prima del mio trasferimento a Napoli, avvenuto nel maggio dello stesso anno. Ci siamo innamorati subito e la prospettiva di doverci separare da lì a poco avrebbe potuto chiudere questa storia sul nascere, l'ha invece rafforzata. Poco dopo il mio trasferimento a Napoli, quando mi sono reso conto di aver trovato l'amore della mia vita, gli ho dato un pegno del mio amore, regalandogli un anello, per dimostrare che facevo sul serio. Poi il giorno del 40esimo compleanno di Antonio, il 16 Agosto dell'anno scorso, mi prende in contropiede e mi fa la proposta di matrimonio, con tanto di anello. Ho immediatamente detto di sì».

Dopo sei mesi di peripezie burocratiche, tra diversi uffici dell'anagrafe d’Italia e d’Europa (Gallorini ha la cittadinanza tedesca), finalmente la coppia ha fissato la data del matrimonio a Dusseldorf. «Con gli amici più stretti che faranno da testimoni ci recheremo nella città tedesca di mia madre – dice - e poi festeggeremo alla fine di settembre, nei dintorni di Napoli. Abbiamo già individuato una struttura meravigliosa in costiera che probabilmente sceglieremo come luogo per celebrare con amici che verranno prevalentemente dall'Emilia, Piemonte e Puglia, oltre a mio fratello e sua moglie marocchina che vivono in Nordafrica».

«Sono orgoglioso della mia azienda – dice ancora Sergio Gallorini, a proposito della Gesac - che non ha posto questioni sulla mia richiesta di congedo matrimoniale, confermandosi "internazionale" anche in questo aspetto. Mi risulta che alcuni esempi recenti in Italia ci siano già stati. Non concedere il congedo matrimoniale creerebbe disparità fra dipendenti della stessa azienda. Ci ricresce dover "migrare" per veder riconosciuto dallo Stato un legame ed attenderemo che anche l'Italia dia il segnale di voler strutturarsi con un modello moderno di società».

«Riteniamo anche che questo ritardo sia unicamente politico – conclude Gallorini - in quanto dalla società abbiamo sempre avuto grande rispetto, soprattutto in una realtà come la città di Napoli, dove in nostro legame, di cui non abbiamo mai fatto mistero, è sempre stato accolto nel quotidiano con grande apertura e senza distinzioni di classe di appartenenza» (da redattoresociale.it)

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gaysposatigermania aziendacongedomatrimoniale
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