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Il Sociale
La lezione di Don Bosco parla a tutti noi


Ieri sera a Cinisello Balsamo abbiamo assistito ad un musical teatrale sulle concezioni di Don Bosco.
Un bello spettacolo, coinvolgente, ironico, intergenerazionale, dagli obiettivi culturali chiari, riconoscibili e dunque intellettualmente onesto: il racconto della sensibilità e della visione sociale degli oratori, il saper scommettere sui giovani, il non dare per perso mai nessuno anche se sbaglia una, due, tre, dieci volte, l'educazione al vivere con gli altri attraverso tutti i momenti della propria vita... il gioco, lo sport, la formazione, il lavoro, il prendersi cura degli altri, perché l'uomo non è fatto per stare da solo.
Abbiamo riso, abbiamo pianto moltissimo.
Perché? Abbiamo in qualche modo riconosciuto in quella esperienza un tentativo simile al nostro.
Noi non abbiamo niente, l'ex Sindaco Pillitteri ci ha dato una sede, Mohammed la sua fotocopiatrice, il consigliere Osnato ci ha regalato il suo scanner, statuto e commercialista li abbiamo pagati scambiando il nostro lavoro dei mesi autunnali...
Abbiamo però noi stessi, le nostre competenze, energie, la capacità di coordinarci sui social network e di incontrarci fisicamente... Abbiamo il fatto che siamo un gruppo che si aiuta, una comunità. Abbiamo anche qualche amico che nel momento di scoramento c'è sempre ad infonderci speranza e rinnovato impegno.
Nel giro di poco più di un mese, con i pochi strumenti a nostra disposizione, sono oltre 150 i giovani, le famiglie e le persone anziane che girano attorno a Giovani Frontiera, abbiamo visto nascere tre bambini e bloccato alcuni sfratti, abbiamo trovato concezioni simili in tutti i partiti e in persone che nel terzo settore operano con il desiderio di non dare nulla per scontato,di fare sempre meglio innovando e costruendo risposte adeguate al tempo che viviamo.
Il Presidente Cattaneo, primo tra i nostri sostenitori, a Varese durante un'iniziativa alla presenza di Don Luca Bressan e dei candidati sindaco per la città, commentando il manifesto per l'impegno dei cattolici in politica, proposto dal Cardinale Scola e da tutta la Curia ambrosiana, ha detto una cosa che condividiamo molto: c'è un attacco ai corpi intermedi ma c'è pure una loro intrinseca debolezza. Noi crediamo che non vi sia contrapposizione con il ragionamento del governo sul fatto che alcuni imprenditori abbiano prodotto più risultati di alcuni sindacalisti, ne siamo certi anche noi dopo 15 anni di esperienze! Come crediamo che vada migliorata la legge sul terzo settore seguendo le indicazioni dei Presidenti Mattarella e Napolitano. Crediamo che il ragionamento sull'Erasmus dell'apprendistato proposto da Mario Mauro e Enrico Letta debba essere insieme alla riforma del diritto di asilo la bandiera italiana in Europa. Crediamo occorra una risposta unitaria di tutte le forze politiche economiche e sociali che ci stanno, per esempio nel definire un accordo tra Regione Lombardia e Governo sull'uso del patrimonio immobiliare sfitto (non solo case), anche quello della Chiesa perché l'esperienza della biblioteca di Galliate, ceduta al comune, e' una via: il fondo federale immobiliare lombardo altrimenti sarà l'ennesimo fallimento come lo sono state le società satelliti di Aler.
Per questo e' importante l'iniziativa promossa lunedi a Lodi dal Consigliere Pietro Foroni alla presenza di Roberto Maroni e Lorenzo Guerini: perché dopo il folle voto del consiglio regionale sul programma UE dei giorni scorsi, occorre ricompattare il fronte istituzionale perché Milano e la Lombardia non perdano quote di finanziamenti europei, al momento gli unici reali. Nell'attesa di sempre più imprenditori che dimostrino di essere meglio dei sindacalisti.
Leggi che funzionano e autoriforma delle organizzazioni, reddito minimo di cittadinanza legato alla formazione e "legge sulla trasparenza e leadership" nei partiti, come dice il Premier. Prima la trasparenza, poi la leadership... e allora ben venga la mediazione di Gianpiero D'Alia: regolamentazione delle primarie per legge per chi sceglie di farle e un articolo ad hoc nel testo unitario perché anche il finanziamento ad associazioni, fondazioni ed organizzazioni di correnti interne ai partiti sia gestito e controllato dagli organi collegiali democraticamente eletti nei partiti stessi. Il diritto del singolo alla partecipazione politica venga salvaguardato, recita la Costituzione. Ha ragione infatti Gianni Cuperlo a dire che "non è con le primarie sole che si risolve il problema della selezione della classe dirigente perché candidarsi alle primarie o alle elezioni costa e ciascuno deve avere la possibilità di potersi proporre", altrimenti solo chi è inserito in correnti, lobby continuerà ad essere cooptato. Sotto il cappello della democrazia delle primarie.
Don Bosco si è inventato una lotteria per finanziare la Chiesa a Maria Ausiliatrice dopo che i suoi ragazzi hanno aiutato i malati di Torino, D'Alia propone per legge che una quota dei finanziamenti di partito vada ai giovani nelle forme organizzative che essi decideranno. Questa proposta per noi vale più di qualsiasi parola o retorica giovanilista, una scommessa sul futuro, sulla capacità di ciascuno di noi di sanare la distanza tra giovani e istituzioni.

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