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Il Sociale
Rinuncia ai voti da suora e perde il permesso di soggiorno

 Altri 10 giorni e poi Isabel Rodriguez (il nome è di fantasia) dovrà lasciare l’Italia, dopo oltre undici anni dal suo arrivo dalla Repubblica di El Salvador e due anni di lavoro stabile presso una famiglia di Roma: fino a quando è stata suora tutto è filato liscio con permessi e rinnovi, ma - dopo la scelta di sciogliere i voti - ecco arrivare il provvedimento della Questura di Roma, che le intima di andarsene entro il 4 giugno. “Da quando l’ho saputo non dormo”, ci confessa con aria timida e preoccupata.

Isabel arriva in territorio italiano nel 2003 con regolare permesso di soggiorno per motivi religiosi – “Sono cresciuta con le suore da quando avevo 14 anni, poi a 25 insieme ad altre quattro ragazze siamo venute in Italia” – ma nel 2012 decide di lasciare l’istituto monastico. Nello stesso anno trova lavoro, come collaboratrice domestica presso la famiglia dove tuttora vive. A questo punto fa domanda per convertire il permesso di soggiorno da “motivi religiosi” a “motivi di lavoro”, ma alla scadenza le viene negato. La questura di Roma non accoglie la richiesta in mancanza “di un visto d’ingresso specifico per lavoro subordinato” e dei requisiti di legge per la conversione, ritenendo inoltre che Isabel avrebbe dovuto ricorrere al meccanismo delle quote e cercare di rientrare nel decreto flussi.

“Si tratta di un vuoto normativo che potrebbe essere colmato con un’interpretazione del Testo unico sull’Immigrazione, conforme ai principi costituzionali ed alle direttive europee - ci spiega l’avvocato difensore di Isabel Paolo Zompicchiatti - Non si può imporre a uno straniero già presente in Italia per motivi religiosi di piegarsi ai limiti del decreto flussi come coloro che fanno ingresso per la prima volta o che sono già qui per motivi di studio e formazione; soprattutto se hanno diritto al permesso per soggiornanti di lungo periodo. Sono in gioco le libertà di culto e di pensiero, costituzionalmente garantite e qui violate”, conclude il legale.

Infatti, in diverse sentenze, sia il Tar che il Consiglio di Stato hanno riconosciuto che è possibile e legittima la conversione del permesso di soggiorno, evitando - come invece viene richiesto a Isabel - di rientrare nel proprio paese di origine, solo a causa della rinuncia alla vita religiosa. Intanto, proprio ai primi di maggio, Isabel, ex suora dal futuro incerto ma “speranzosa e sempre in pace con se stessa”, ha anche fatto il test di lingua italiana per i soggiornanti di lungo periodo. “Spero sia andato bene: devo ancora migliorare, ma capisco tutto della lingua italiana” (da redattoresociale.it).

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