“Se non avessi vinto la Champions League, penso che sarei anche qui”. Carletto giura che Florentino Perez non lo avrebbe mandato via in caso di sconfitta in finale contro l’Atletico Madrid. I rumors di quesi giorni raccontavano di un clima teso in seno alla casa blanca e mlti addetti ai lavori scommettevano sulla cacciata di Ancelotti in caso di flop nella missione Decima. Il tecnico di Reggiolo invece a posteriori pensa il contrario. Sliding doors che non verranno mai verificati. Intervistato nel corso della trasmissione “Al Primer Toque” su Radio Onda Cero, Carlo intanto si dice molto entusiasta del suo Real Madrid. “Nello spogliatoio c’e’ un’altissima professionalita’ – sottolinea – Questa rosa e’ la piu’ professionale che abbia mai avuto, lo vedo dalla serieta’ degli allenamenti, da come si trattano tra loro i giocatori dopo le gare, nel rispetto che hanno tra di loro”.
Ancelotti confessa una certa debolezza per Toni Kroos. L’ex Bayern gli ha fatto dimenticate Xabi Alonso grazie al suo rendimento sul campo. “Kroos e’ un altro professore. Ha fatto l’universita’ di Xabi Alonso rapidamente. Mi sorprende per il fatto che non e’ mai preoccupato, con o senza pressione, il suo gioco e’ sempre lo stesso anche se ha l’avversario vicino. Questo e’ molto importante, tanto del nostro gioco passa da lui. Ed e’ anche molto giovane, gioca veloce, da’ sempre il passo giusto, non perde palla, ne’ recupera”. Il tecnico parla in maniera lusinghiera anche di James Rodriguez, arrivato come stella direttamente dal Mondiale brasiliano e pagato a peso d’oro al Monaco. “Lo conosco bene. Giocava per la squadra e mi ha colpito piu’ per il sacrificio che per la qualita’. Potrebbe giocare non solo come attaccante, ma anche da centrocampista. Isco? Allo stesso livello di Rodriguez”.
“Una grande squadra deve avere un’idea di squadra e deve seguirla” aggiunge prima di rispondere alla domanda se e come punirebbe un calciatore (si fa l’esempio di Pique) che andasse in panchina con il telefonino. “Non lo punirei, credo nella disciplina ma ci sono cose che devi risolvere senza castigare, ma parlando, spiegando, alla fine i calciatori sono persone intelligenti come noi, ma non credo che Pique non giochi per questo”.

