Affaritaliani ripercorre le tappe della vicenda di Pasquale De Meo, ex assistente arbitrale CAN: cosa è successo?
Il caos nel mondo arbitrale continua a scuotere il calcio italiano. L’inchiesta della Procura di Milano è ancora piena di passaggi da chiarire e piena di contraddizioni. L’inchiesta, però, presenta ancora diversi punti da chiarire: non risultano club indagati, resta da capire con chi si sarebbe configurato l’eventuale concorso in frode sportiva, alcune partite non sarebbero mai state segnalate alla Procura Figc e resta aperto il tema delle presunte interferenze in sala Var, delle designazioni e del ruolo effettivo dei singoli protagonisti. Insomma, il quadro è ancora tutt’altro che definito.
Ma una cosa è evidente: il caso ha riacceso i riflettori su una gestione AIA che negli ultimi anni è stata attraversata da tensioni, accuse, faide interne, errori tecnici, sospetti di preferenze e contestazioni sulla gestione delle carriere arbitrali.
Non è la prima volta che dal mondo degli arbitri arrivano denunce o segnalazioni su comportamenti ritenuti non rispettosi del codice associativo, su rapporti interni deteriorati o su presunte preferenze verso alcuni arbitri rispetto ad altri. Negli anni sono emersi i casi di Daniele Minelli e Niccolò Baroni, il caso Abbattista, le denunce anonime e una serie di racconti che hanno descritto un sistema interno molto più fragile e conflittuale di quanto apparisse all’esterno. Se tutto questo abbia inciso o meno sui campionati, e in che misura, spetterà eventualmente alla giustizia sportiva e ordinaria stabilirlo.
Affaritaliani si concentra sulle tappe della vicenda di Pasquale De Meo, ex assistente arbitrale CAN. Un caso che oggi, alla luce della denuncia dell’ex assistente Domenico Rocca, torna di attualità. Le due vicende hanno diversi tratti in comune: entrambe nascono da segnalazioni interne al mondo arbitrale, entrambe riguardano il rapporto con la gestione tecnica e associativa dell’AIA, entrambe finiscono sotto i riflettori dei media dopo essere passate dalla giustizia sportiva.
LEGGI L’INTERVISTA A PASQUALE DE MEO
La vicenda De Meo parte dallo spogliatoio di Milan-Empoli del 7 aprile 2023. Da lì si sviluppa una sequenza di mail, telefonate, relazioni, richieste di chiarimento, un confronto a Coverciano con la Commissione CAN, una segnalazione su una cena svolta a Verona prima di Hellas-Salernitana, il caso del servizio NCC e infine la richiesta (negata) di accesso agli atti. Va sottolineato che la Procura Federale archiviò il procedimento, ritenendo che, allo stato, non fossero emerse fattispecie di rilievo disciplinare. Ma oggi quelle carte permettono di ricostruire una storia che già nel 2023 aveva fatto parlare giornali, tv e siti sportivi di un sistema fragile.
Ma cosa denunciò De Meo? E quali passaggi portarono dal post-gara di Milan-Empoli all’archiviazione?
La prima parte della storia, è il dopo-partita del match di San Siro, momento in cui De Meo decide di segnalare tutto.
Milan-Empoli, 7 aprile 2023: il post-gara nello spogliatoio
Il primo capitolo parte da San Siro. Milan-Empoli, 7 aprile 2023. E da uno spogliatoio.
La partita è Milan-Empoli, 29esima giornata di Serie A, giocata il 7 aprile 2023 alle 21 a San Siro. La squadra arbitrale è composta da Matteo Marcenaro come arbitro, Luca Mondin come assistente numero 1, Pasquale De Meo come assistente numero 2 e Antonio Rapuano come quarto ufficiale. L’osservatore arbitrale designato è Claudio Puglisi, della sezione di Voghera.
Secondo la ricostruzione di De Meo, tutto accade al termine della gara, durante il colloquio nello spogliatoio con l’osservatore, dopo aver valutato la squadra arbitrale. L’assistente Luca Mondin si rivolge a Puglisi in modo cordiale, complimentandosi per la qualità del colloquio post-partita. Anche gli altri componenti della squadra arbitrale, sempre secondo la relazione di De Meo, ascoltano il discorso.
È in quel momento che Puglisi avrebbe fatto riferimento agli “amici di Torino”.
Nella mail che De Meo invierà pochi giorni dopo a Domenico Celi e Gianluca Rocchi, secondo la sua ricostruzione, Puglisi avrebbe sostenuto di essere stato impiegato soprattutto in Serie C e Serie B da quando, a suo dire, erano arrivati gli “amici di Torino” (ndr. riferimento alla precedente area arbitrale legata ad Alfredo Trentalange e Luigi Stella). Poi avrebbe aggiunto che, dopo l’arrivo di Celi, qualcuno si sarebbe “reso conto della situazione”, consentendogli di tornare in Serie A.
L’ex assistente interpreta quelle parole una possibile frase lesiva verso altri associati. Per questo decide di segnalarle.
De Meo ha voluto sottolineare anche nell’intervista ad Affaritaliani che quella segnalazione, secondo lui, non nasce da un voto basso o da una delusione tecnica. Al contrario, De Meo racconta di aver ricevuto in quella gara una valutazione alta. “Io sapevo di aver preso il voto massimo”, ha spiegato. Per lui, quindi, non si trattava di una reazione personale a una bocciatura, ma della scelta di rispettare il codice associativo.
Il messaggio di Orsato del 9 aprile
Due giorni dopo Milan-Empoli, il 9 aprile 2023, giorno di Pasqua, De Meo scrive a Daniele Orsato per fargli gli auguri. La risposta, secondo gli screenshot allegati poi alla comunicazione inviata all’AIA, arriva pochi minuti dopo.
Il messaggio di Orsato è lapidario: “Devi comportarti meglio… prima o poi ci incontreremo… buona Pasqua”.
De Meo risponde chiedendo a cosa si riferisca. Nella sua replica dice di non capire il motivo di quella considerazione e di ritenersi, “con la massima umiltà e semplicità”, una persona educata e rispettosa. È il primo segnale, nella lettura dell’ex assistente, che quanto accaduto nello spogliatoio di Milan-Empoli stia cominciando a produrre reazioni interne.
Quel messaggio diventerà poi uno degli allegati citati nella comunicazione di De Meo.


11 aprile: Celi chiama De Meo e chiede una relazione
La vicenda prende forma definitiva l’11 aprile 2023. Secondo quanto ricostruito da De Meo nella comunicazione inviata all’AIA, alle 14:02 riceve una chiamata da Domenico Celi, responsabile C.O.N. Professionisti. De Meo non risponde perché impegnato al lavoro. Poco dopo, alle 14:06, prova a richiamarlo, senza ricevere risposta. Alle 14:11 arriva una nuova chiamata da Celi.
È in quella telefonata, secondo De Meo, che Celi gli chiede di inviare una mail nella quale descrivere quanto accaduto nel colloquio post-gara con Puglisi. Celi gli avrebbe chiesto di indirizzare la comunicazione a lui, mettendo in copia anche Gianluca Rocchi, già allora responsabile CAN.
La richiesta è importante: il racconto di De Meo diventa una relazione scritta, indirizzata a un responsabile tecnico e con il designatore in copia.

La telefonata di Orsato
Sempre l’11 aprile, pochi minuti dopo la telefonata con Celi, De Meo racconta di aver ricevuto una chiamata da Daniele Orsato.
Secondo la sua ricostruzione, Orsato avrebbe usato un tono alterato e incalzante, chiedendogli chi avesse fatto uscire dallo spogliatoio “quella cosa” successa con l’osservatore. De Meo risponde di aver riferito quanto accaduto a Lorenzo Manganelli e a Duccio Baglioni, ritenendo opportuno informare un organo tecnico e il vicepresidente AIA.
A quel punto, Orsato avrebbe contestato duramente la sua scelta. Le frasi riportate nella comunicazione dell’ex assistente sono molto dure: Orsato gli avrebbe rimproverato di aver parlato con altri invece che con lui, rappresentante degli arbitri, e gli avrebbe intimato di non chiamarlo più.
Sono passaggi che la Procura Federale prenderà poi in esame. Ma, nella sua valutazione finale, riterrà che anche quella telefonata, pur aspra, non fosse sufficiente a integrare una violazione disciplinare.



La mail dell’11 aprile alle 23:01
La sera dell’11 aprile 2023, alle 23:01, De Meo invia la mail richiesta.
Il destinatario è Domenico Celi. In copia c’è Gianluca Rocchi. L’oggetto della comunicazione riguarda Milan-Empoli.
Nella mail De Meo ricostruisce in modo ordinato la gara, i ruoli dei presenti, il colloquio con l’osservatore Puglisi e le frasi pronunciate nello spogliatoio.
Il 12 aprile arrivano le altre relazioni
Il giorno successivo, 12 aprile 2023, arrivano le relazioni degli altri presenti nello spogliatoio. Sono tre: Matteo Marcenaro, Luca Mondin e Antonio Rapuano.
Alle 10:21 scrive Marcenaro. La sua relazione conferma il contesto sereno e disteso del colloquio post-gara. Secondo Marcenaro, dopo i complimenti rivolti a Puglisi, l’osservatore avrebbe rimarcato con tono ironico che quelle competenze non erano state evidentemente apprezzate in precedenza, visto che era alla prima gara stagionale in Serie A. Il discorso, scrive Marcenaro, sarebbe stato poi interrotto dall’ingresso nello spogliatoio del tecnico Hawk-Eye.
Alle 11:09 scrive Luca Mondin. Anche la sua versione ridimensiona il peso dell’episodio. Mondin parla di un contesto rilassato, di un confronto avvenuto dopo il consueto colloquio tecnico e di una frase pronunciata senza toni polemici. Secondo lui, Puglisi stava esprimendo uno sfogo legato alla propria carriera e alla mancata valorizzazione, ma non con intenti offensivi.
Alle 14:57 scrive Antonio Rapuano. Anche Rapuano conferma il riferimento alle designazioni e agli “amici torinesi”, ma precisa che Puglisi avrebbe parlato “sempre in maniera tranquilla e senza tono polemico”. Secondo Rapuano, il discorso venne interrotto dall’ingresso di un operatore.
È questo il primo contraddittorio. Da un lato, De Meo ritiene quelle frasi meritevoli di segnalazione. Dall’altro, gli altri componenti presenti non negano del tutto il tema della carriera di Puglisi, ma ne ridimensionano il tono, presentandolo come uno sfogo ironico o conviviale.
La vicenda entra nel circuito federale
A quel punto, il caso Milan-Empoli non è più solo un episodio di spogliatoio. Nei giorni successivi la vicenda verrà trasmessa alla Procura Federale e finirà nel procedimento poi archiviato.
La Procura Federale riterrà che, allo stato, non fossero emerse fattispecie di rilievo disciplinare. Ma le carte raccontano comunque un dato: già nell’aprile 2023, prima del caso Rocca, un assistente arbitrale aveva messo nero su bianco un malessere interno al mondo AIA, partendo da una gara di Serie A e da un colloquio nello spogliatoio di San Siro.
Il primo capitolo è questo: Milan-Empoli, lo spogliatoio, le prime reazioni, la mail a Celi con Rocchi in copia e le relazioni degli altri presenti. Nei prossimi capitoli Affaritaliani ricostruirà il resto: la cena di Verona, il confronto di Coverciano, l’apertura del fascicolo federale, l’archiviazione e la successiva richiesta agli atti.

