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Fifa, i vertici rubavano persino i soldi ai terremotati di Haiti

 "I colpevoli" per i casi di corruzione nella Fifa "sono gli individui, non l'organizzazione": lo ha affermato il presidente della Fifa, Sepp Blatter, nel suo intervento al congresso della federazione calcistica mondiale a Zurigo, che dovrebbe rieleggerlo per un quinto mandato. "Gli accusati, se si dimostra che sono colpevoli, sono individui, non l'organizzazione nel suo complesso", ha affermato il 79enne dirigente svizzero. Blatter ha ammesso che gli arresti dei giorni scorsi "hanno gettato un'ombra" sulla sua federazione. "Intendiamo dissipare questa ombra, non si puo' ammettere che la reputazione della Fifa sia trascinata nel fango", ha promesso. "Serriamo le file per andare avanti", ha insistito.

IL DOCUMENTO SEGRETO - Nuovo capitolo dell'indagine del Fbi sul giro di mazzette sui campionati mondiali di calcio che ha scatenato la bufera sul presidente della Fifa Sepp Blatter. Dalla lettura dei documenti emerge infatti che i vertici dell'associazione si sarebbero intascati anche centinaia di migliaia di dollari dei fonti donati dalla Fifa e dall'Associazione coreana del calcio ad Haiti per il terremoto. La talpa è Chuck Blazer, l'ex segretario generale della Federazione calcistica del Nord, Centro America e Caraibi, che, come pentito, ha rivelato agli investigatori americani parti consistenti del marcio dell'inchiesta che sta sconvolgendo il calcio internazionale. Secondo le ricostruzioni del Fbi, Blazer e l'ex vice della Fifa Jack Warner, uno dei pezzi grossi finiti nell'inchiesta, si coprivano a vicenda accumulando fortune grazie ai maneggi, manovre che hanno avuto per oggetto alloggi di lusso alle Bahamas e Miami, al buco nero di un centro di eccellenza a Trinidad e Tobago fino a tangenti e addirittura soldi spariti per il terremoto di Haiti.

Intanto, anche la Nike potrebbe finire nella bufera per lo scandalo tangenti della Fifa. Dalle carte dell’inchiesta americana a poche ore dall’elezioni presidenziali del governo del calcio mondiale, spunterebbe fuori anche il nome di Nike. L’Fbi sta indagando su ordine del Dipartimento di giustizia americano in merito ad un presunto giro di corruzione internazionale che prenderebbe gli ultimi 20 anni di gestione della Fifa. Tra arresti, perquisizioni ed estradizioni, dalle carte dell’inchiesta sarebbe venuto fuori anche il nome di Nike.

Non vi è ancora una menzione diretta, come riferisce il ‘Wall Street Journal’, ma gli indizi portano tutti verso a Nike: nelle carte, infatti, si parla di un “colosso americano dell’abbigliamento sportivo” che ha ottenuto la licenza di sponsorizzazione delle maglie della nazionale brasiliana di calcio. I verdeoro vestono effettivamente Nike dal 1996, quando fu raggiunto un accordo con la federazione calcistica brasiliana sulla base di 160 milioni di dollari.

Nike si è subito affrettata a pubblicare una breve nota stampa di difesa: “Esattamente come i tifosi di tutto il mondo, crediamo appassionatamente nel gioco e nella correttezza. Nike - continua il comunicato – crede nell’etica e nl fair play, aziendale e sportivo, e si oppone a qualunque tipo di manipolazione e corruzione. Stiamo cooperando e continueremo a cooperare con le autorità”.

Tutti contro Sepp Blatter, tranne Putin. Il presidente della Fifa non lascia, anzi. Intervenendo a Zurigo all'apertura del congresso della Federazione mondiale del calcio che domani - con un voto a scrutinio segreto - dovra' decidere se affidargli un quinto mandato o rimpiazzarlo con il principe giordano Ali bin al Hussein, si chiama fuori dalle responsabilita' affermando che non poteva "vigilare sempre e su tutti", anche perche' "chi vuole compiere azioni sbagliate tene a nasconderlo".

Di qui la conferma indiretta della sua ricandidatura a un quinto mandato, con l'auspicio che il congresso Fifa che si apre domani a Zurigo sia "l'avvio di una fase di rilancio". Il 79enne drigente elvetico ha ammesso che la sua federazione sta vivendo "tempi di una difficolta' senza precedenti" a causa delle inchieste per corruzione e che "arriveranno altre cattive notizie" per colpa di quanti, con i loro comportamenti, hanno portato "vergogna e umiliazione" sul calcio.

SEGUE VIDEO/ Platini contro Blatter: si deve dimettere, voteremo Alì Hussein

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