Il possibile ostacolo giuridico arriva mentre Serie B e Serie C preparano gli incontri con i candidati
La corsa alla presidenza della FIGC si complica proprio nella settimana degli incontri decisivi. Su Giovanni Malagò spunta un possibile nodo di ineleggibilità legato al cosiddetto cooling off period, il periodo di “raffreddamento” che può limitare il passaggio immediato da un ente vigilante a un organismo vigilato.
Il ragionamento riguarda il rapporto tra CONI e Federcalcio. Malagò è stato presidente del Comitato olimpico, ente che vigila sulle federazioni sportive, e ora viene indicato come possibile candidato alla guida della FIGC. Tra i suoi avversari circola quindi l’ipotesi che il suo passaggio diretto alla presidenza federale possa essere contestato sul piano giuridico.
La questione dovrà essere approfondita dai legali. Il tema potrebbe finire anche all’attenzione di autorità come Anac o Antitrust, chiamate eventualmente a valutare l’applicazione delle norme sul pantouflage. Al momento si tratta di un nodo aperto, non di una decisione già presa.
Malagò resta il nome più forte nella corsa. La Lega Serie A lo ha indicato per prima, poi sono arrivati anche i sostegni di AIC e AIAC, cioè calciatori e allenatori. Due componenti che insieme pesano per il 30% in assemblea federale, quota da sommare a quella della Serie A.
Prima di sciogliere le riserve, L’ex presidente del Coni attende però il passaggio con le altre leghe. Mercoledì 6 maggio è in programma l’incontro con la Serie B a Roma, dove Malagò vedrà il presidente Paolo Bedin. Lo stesso farà Giancarlo Abete, l’altro candidato in campo.
Venerdì 8 maggio sarà la volta della Serie C. Le 60 società della Lega Pro incontreranno i candidati in videocollegamento: prima Abete alle 11, poi Malagò alle 12. Sono appuntamenti decisivi, perché possono orientare una parte importante dei voti rimasti in bilico.
Abete non sembra intenzionato a fare un passo indietro. Può contare sulla sua base nella LND (Lega Nazionale Dilettanti), che vale il 34% del peso elettorale, e punta a usare il passaggio verso il voto per aprire un confronto più largo sulle criticità del calcio italiano. Il termine per presentare le candidature è fissato al 13 maggio. L’assemblea elettiva si terrà il 22 giugno.
Sullo sfondo resta anche il commissariamento della FIGC, evocato nei mesi scorsi nel dibattito politico-sportivo. Ma al momento questa strada non risulta sul tavolo. Il CONI può intervenire sulle federazioni solo in presenza di gravi irregolarità, violazioni dell’ordinamento sportivo o impossibilità di funzionamento degli organi. Condizioni che, allo stato, non risultano accertate. Salvo colpi di scena, quindi, si andrà al voto del 22 giugno.

