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Il teatro dell'indignazione: il calcio non è più sport ma industria. Altrimenti guardate il curling (e lasciate in pace i simulatori…)>
Il calcio non è più solo uno sport, è un’industria. Un’azienda globale che muove decine di miliardi crea occupazione, genera consenso, produce isteria collettiva

Il teatro dell'indignazione: il calcio non è più uno sport è un industria
C’è stata una simulazione sicuramente, scandalosamente secondo molti. È successo in una partita di calcio — Inter-Juventus di qualche giorno fa — e da quel momento si è aperto il grande teatro dell’indignazione. Editoriali accorati, lezioni di etica, nostalgie dello sport puro e, immancabile, il confronto: “nel curling queste cose non succedono”.
Facciamola semplice, senza far finta di essere anime belle, il calcio non è più solo uno sport, è un’industria. Un’azienda globale che muove decine di miliardi crea occupazione, genera consenso, produce isteria collettiva e, incidentalmente, ogni tanto fa anche giocare qualcuno con un pallone. Lo sport, nel calcio, è l’amo. Serve ad agganciare le masse, che non seguono una squadra per amore del gesto atletico, ma per campanile, identità, tribù, appartenenza. È tifo, non etica sportiva, è consumo emotivo, non olimpismo. In ogni grande industria, piaccia o no, esistono le scorrettezze, commerciali, economiche, strategiche.
Non sono auspicabili, certo, ma sono parte strutturale del sistema. Si chiamano astuzie, artifici, vantaggi competitivi. Nel business di tutti i giorni nessuno finge stupore. Nel calcio invece sì, improvvisamente tutti vergini. Davvero stupisce che in un’azienda da miliardi, dove un risultato sposta sponsor, bonus, carriere e quotazioni, qualcuno cerchi di forzare la mano?
Davvero ci si scandalizza se un giocatore — strapagato, con premi legati alle performance di squadra — prova a ottenere un vantaggio? Il confronto con gli sport “puri”, quelli che vivono quattro anni nell’abbraccio poetico delle Olimpiadi invernali, è semplicemente ridicolo. Non perché quegli sport non siano nobili — lo sono — ma perché incassano infinitamente meno.
Meno soldi, meno pressioni, meno interessi, meno distorsioni. Il curling è genuino perché non muove miliardi. Il calcio è spietato perché li muove eccome. Fine del mistero. Il calcio ha visto scommesse, scandali finanziari, violenza negli stadi, morti, truffe, combine. Esattamente come la vita reale, esattamente come il mondo degli affari. E qualcuno si sorprende ancora per una simulazione? Se tutto questo non vi piace, fate benissimo: guardate il curling. Seguitelo, amatelo, difendetelo. Ma risparmiateci la morale sul calcio, scandalizzarsi, francamente, fa solo un po’ ridere.

