L’avvocato ha descritto il suo assistito come profondamente scosso dalla vicenda: “È demoralizzato, si ritiene vittima di un’ingiustizia”, spiegando come Rocchi consideri le contestazioni mosse nei suoi confronti prive di fondamento.
Secondo la difesa, l’ex designatore arbitrale avrebbe sempre operato con correttezza e trasparenza, motivo per cui le accuse ricevute vengono vissute come particolarmente gravi e ingiustificate.
D’Avirro ha anche lasciato intendere che il futuro di Rocchi resta incerto: “Non so se tornerà”, ha dichiarato, sottolineando però la fiducia nella possibilità di dimostrare la sua estraneità ai fatti.
Un passaggio importante riguarda il confronto con il passato del calcio italiano. Il legale ha voluto chiarire che la situazione attuale non ha nulla a che vedere con Calciopoli, evidenziando differenze sostanziali sia per numero di persone coinvolte sia per dimensione del caso.
Infine, resta aperta la questione legata agli altri eventuali soggetti citati nell’indagine. La difesa ha sottolineato come si tratti di un reato plurisoggettivo, ma al momento nell’avviso di garanzia risulterebbe indicato solo Rocchi.
Nei prossimi giorni, in vista dell’audizione davanti al pubblico ministero, la strategia difensiva entrerà nel vivo, con l’obiettivo di chiarire ogni aspetto della vicenda.
