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Caro carburante, occhio alla mossa delle compagnie aeree: 40% di aumenti. Dalla scelta del posto ai pasti a bordo, ecco la stangata “nascosta”

I maggiori impatti sulle low cost, si prova a correre ai ripari aumentando ogni voce possibile

Caro carburante, occhio alla mossa delle compagnie aeree: 40% di aumenti. Dalla scelta del posto ai pasti a bordo, ecco la stangata “nascosta”
ryanair right

Il blocco di Hormuz ormai dura da due mesi e le conseguenze sono pesanti a livello mondiale. Il prezzo del petrolio è ormai stabilmente oltre i 100 dollari al barile (oggi è salito a 107) e naturalmente c’è anche un grave problema di approvvigionamento visto che le navi non possono transitare. Tra le emergenze più gravi c’è sicuramente quella relativa allo scarseggiare delle scorte di carburante negli aeroporti. Il valore del jet fuel è raddoppiato a causa del conflitto nel Golfo. L’impatto maggiore riguarda le low cost. Ogni compagnia prova a correre ai ripari a modo suo, ma si registrano già tagli ai voli e forti incrementi sui prezzi dei biglietti. Questo blocco ha anche scatenato una corsa al rialzo di tutti i servizi accessori che, in media, vengono acquistati da circa il 40% dei passeggeri sulle low cost e il 5-10% dei viaggiatori sulle linee tradizionali.

Le compagnie aeree aumentano dove possono, dalla scelta del posto a sedere in aereo fino all’imbarco prioritario (per salire a bordo con uno zaino e un trolley). Ma i rincari registrati riguardano anche la valigia in stiva e addirittura il pasto a bordo. Le low cost precisano che questi servizi aggiuntivi non sono obbligatori: chi non vuole non li acquista. Di sicuro aiutano le casse. Soltanto nel 2025 – riporta Il Corriere della Sera – i vettori hanno guadagnato 157 miliardi di dollari vendendo i loro servizi (molto più dei 67,4 miliardi del 2016), stima IdeaWorksCompany. “Rappresentano ora il 15,7% del fatturato totale delle compagnie“. Occhio al prezzo del biglietto, ogni singola voce nella procedura online potrebbe far schizzare il costo alle stelle.