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Inter scudetto. Conte: "Svolta dopo l'eliminazione in Champions. Il futuro..."
(FOTO LAPRESSE)
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Inter scudetto numero 19. Antonio Conte: "Futuro? Godiamoci la vittoria..."

"Penso che in questo momento è giusto goderci questo scudetto. Non faremo l'errore di andare dietro a riunioni, liti eccetera. Abbiamo lavorato tanto, adesso da qui alla fine del campionato ci sarà tempo per fare tutte le cose che devono essere fatte. Niente e nessuno cercherà di rubarci questa gioia che abbiamo conquistato e che vogliamo goderci coi nostri tifosi", le parole dell'allenatore dell'Inter, Antonio Conte, ai microfoni di 90° minuto, dopo la vittoria dello scudetto, in merito al suo futuro.

Inter, Conte: "Uscita dalla Champions momento chiave"

"Questo è di sicuro uno dei miei successi più importanti in carriera. Il momento chiave è stato nella settimana in cui siamo usciti dalla Champions, in cui ci sono piovute critiche esagerate", le parole del tecnico dell'Inter Antonio Conte dopo la conquista dello scudetto a 90° minuto.

INTER CAMPIONE D'ITALIA, ANTONIO CONTE "FIDUCIA SQUADRA CHIAVE DEL SUCCESSO"

"Questo scudetto e' dedicato alle persone che mi sono vicine nella vita", le parole di Antonio Conte, tecnico dell'Inter, intervenuto nel corso della trasmissione '90° minuto', in onda su 'Rai 2', per commentare la vittoria del tricolore da parte dei nerazzurri. "La chiave del successo e' stata la fiducia da parte della squadra - ha sottolineato Conte -. Voglio ringraziare anche Lele Oriali perche' mi ha aiutato tantissimo, dal punto di vista calcistico e' stata la persona che ha influito piu' di tutti in questi due anni", ha concluso Conte ridendo: "sorrido adesso, in battaglia non lo faccio".

INTER CAMPIONE D'ITALIA, ANTONIO CONTE, 'VITTORIA SCUDETTO CON INTER TRA I SUCCESSI MIGLIORI DELLA CARRIERA'

"Sicuramente sarò rilassato. Andiamo a dormire molto contenti e molto felici, abbiamo fatto tanto per far tornare l'Inter a questi livelli. Siamo molto contenti. Questo scudetto lo colloco tra i successi migliori della mia carriera", le parole dell'allenatore dell'Inter Antonio Conte dopo la vittoria dello scudetto. "Non è stata per me una scelta facile andare all'Inter -spiega il tecnico nerazzurro a 90° minuto su Rai Sport-. Era un momento sicuramente dove la squadra non era competitiva per lottare per vincere qualcosa di importante. Andavo in una squadra che era avversaria della Juventus, dove ho giocato per tantissimo tempo. Ha dominato per nove anni in Italia, c'erano tutte le situazioni più negative che si potessero trovare. Ho accettato la sfida con grande voglia, penso che il lavoro abbia ripagato sicuramente tutti quanti dei sacrifici che abbiamo fatto»

Inter campione d'Italia, scudetto numero 19 ai nerazzurri con Antonio Conte

L'Atalanta viene fermata dal Sassuolo: l'1-1 del Mapei Stadium consegna all'Inter lo scudetto numero 19 della sua storia. Dopo 34 giornate Lukaku e compagni guidano la classifica con 82 punti, 13 in più del Milan e dei bergamaschi e ci sono solo 12 punti ancora a disposizione.

L'Inter ha dominato questo campionato, perdendo solo due partite (il 2-1 nel derby d'andata contro il Milan e la trasferta di Genova contro la Sampdoria), con 18 risultati utili. Nel girone di ritorno i nerazzurri hanno cambiato marcia risultando imbattibili e infilando 11 vittorie di fila che hanno creato il vuoto in classifica.

INTER SCUDETTO, ZHANG, 'GRAZIE A TUTTI'

Il presidente dell'Inter, Steven Zhang esulta sui social per la vittoria dello scudetto. "Grazie a tutti", scrive il presidente su Instagram con i cuiri nero e azzurro, postando la foto collage di tutti i protagonisti del titolo nerazzurro.

INTER, 19 VOLTE CAMPIONI D'ITALIA. IL POST INSTAGRAM DEL CLUB NERAZZURRO

 "Abbiamo capito l'importanza di poter fare qualcosa di straordinario e di rimanere nella storia dell'Inter, stiamo riuscendo nell'impresa di far cadere un regno che durava da 9 anni", aveva detto Antonio Conte dopo il successo di Crotone nell'anticipo del sabato sera con i gol nel secondo tempo di Eriksen e Hakimi (annullata sull'1-0 la rete di Lukaku per fuorigioco rivisto al Var).

Antonio Conte porta lo scudetto all'Inter dopo 11 anni, raccogliendo l'eredità di José Mourinho (che vinse il Triplete in quel magico 2010) e spodestando la 'sua' Juventus (condotta dallo stesso Conte alla vittoria dei primi 3 tricolori di un ciclo conclusosi quest'anno dopo 9 vittorie consecutive)

INTER CAMPIONE: SCUDETTO NUMERO 19. LA CURA DI ANTONIO CONTE E I GOL DI LUKAKU. SVOLTA NEL DERBY D'ITALIA CONTRO LA JUVENTUS

Dopo 11 anni, dall'indimenticata stagione del triplete, l'Inter torna vincere lo scudetto. Dopo aver visto festeggiare i rivali storici del Milan, l'anno successivo, e della Juventus per ben nove anni di fila i nerazzurri tornano a guardare tutti dall'alto in basso in Italia. La stagione di Lukaku e compagni, iniziata in malo modo con la sconfitta nel derby e proseguita peggio, con la prematura eliminazione dalla Champions League, cambia marcia a gennaio grazie alla vittoria per 2-0 contro la Juventus, un successo ancor più netto di quanto dica il punteggio e che dà nuova linfa ad una squadra che fino a quel momento stava ripetendo gli alti e bassi che hanno contraddistinto il decennio precedente. L'Inter deve le sue fortune in gran parte al tecnico. Antonio Conte infatti ha avuto il grande merito di cambiare la mentalità di una squadra ormai non più abituata a vincere. Lo dimostrano le 13 vittorie nel girone di ritorno, che hanno restituito l'immagine di un Inter che sa di Juve, la "sua". Solidità e cinismo, che si giochi bene o male poco importa, conta il risultato. ''Abbiamo un obiettivo e faremo di tutto per raggiungerlo. Lascerò un Inter migliore di quella che ho trovato'', parole, quelle di Conte, che risuonano come un monito ai microfoni dei giornalisti.

LUKAKU INTER(FOTO LAPRESSE)
 

''Identità'' è la parola scelta per definire la sua nuova Inter. Identità che parte dall'evoluzione tattica che il tecnico ha attuato nel corso della stagione, partendo dal reparto difensivo: la sicurezza di Samir Handanovic che tralasciando i recenti strafalcioni si è reso protagonista di interventi determinanti per l'impresa nerazzurra (partita di andata contro il Napoli su tutte a cui si aggiungono 13 gare senza subire gol), l'esperienza di De Vrij posizionato nel vertice basso della difesa a tre e a cui spetta iniziare la manovra offensiva, la trasformazione di Milan Skriniar, irriconoscibile ad inizio stagione, diventato poi perno del muro difensivo interista e il rilancio del giovanissimo Bastoni (giocatore che Conte ha voluto a tutti i costi in prima squadra e per il quale ha lasciato partire Diego Godin), che si sta facendo valere. Il passo successivo è stato rinunciare ad un trequartista vero e proprio inserendone uno non di ruolo come Barella (che a soli 24 anni sembra essere già un giocatore pronto calcisticamente), a tutti gli effetti il motore della squadra con 11,056 km percorsi a partita, secondo solo a Brozovic (primo in nella massima serie con 13 Km a percorsi a partita) o Eriksen, vero e proprio oggetto del mistero ad inizio stagione, ad un passo dalla cessione a gennaio e ora giocatore fondamentale. Tutto questo senza comunque disfare il suo fidato 3-5-2. Questa è stata la chiave per dare ampiezza alla squadra puntando poi sulla velocità di Perisic e soprattutto Hakimi. L'esterno marocchino è stato fondamentale in molti successi dell'Inter, instancabile e tecnico, in pratica il giocatore ideale. Queste modifiche, nel corso della stagione, hanno permesso il cambiamento sostanziale del gioco dell'Inter che ora si affida molto meno al lancio in profondità, palleggiando molto di più nella propria metà campo. 

antonio conteAntonio Conte (Lapresse)
 

Nonostante il radicale cambio tattico, l'Inter non ha comunque perso efficacia in fase offensiva: i nerazzurri sono infatti la squadra che in Serie A, produce più occasioni. La carriera di allenatore di Conte insegna che il tecnico abbia bisogno di due terminali offensivi dominanti, in grado di far salire la squadra ma anche di sganciarsi dando profondità quando la situazione lo richiede. Romelu Lukaku è l'attaccante ideale per Conte, e l'uomo in più dell'Inter in questa stagione. Lo testimoniano i 21 gol (secondo nella classifica marcatori dietro a Cr7 fermo a 25). Ma anche il belga deve le sue fortune al tecnico italiano che, a differenza di Mourinho a Manchester, ha capito che Lukaku rende meglio se lasciato libero di puntare l'avversario in campo aperto e non spalle alla porta, lavoro che Conte lascia fare a Lautaro (anche lui determinante con i suoi 15 gol e 5 assist). C'è chi ancora sostiene che i 12 milioni di euro dello stipendio di Antonio Conte siano buttati, ma la verità è che ora, il tecnico italiano ha un'Inter migliore di quella che ha trovato.

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