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Inter-Genoa, Lukaku domina nella notte dei baby talenti Esposito e Rovella

Ci sono sogni talmente belli che è difficile persino immaginarli. Eppure, in un sabato sera a pochi giorni da Natale, alcuni di quei sogni può anche capitare che diventino realtà. Una realtà desiderata, costruita con fatica e talento. Una realtà che può, e deve, essere solo un punto di partenza. E così, può capitare che in un Inter-Genoa del 21 dicembre 2019 comincino due nuove storie. La prima è quella di Sebastiano Esposito, che per la prima volta parte da titolare nell'Inter e per la prima volta va in rete. La seconda è quella di Nicolò Rovella, giovanissimo play di casa Genoa che fa il suo esordio in Serie A andando anche vicinissimo al gol.

Oltre al trionfo della generazione Z, la notte del Meazza certifica la solidità di un'Inter che, seppur reduce da un paio di mesi pieni di cerotti, arriva alla sosta natalizia in testa alla classifica a pari punti con la Juventus. Un risultato imprevedibile alla vigilia della stagione e il cui merito va ascritto in larga parte ad Antonio Conte, il vero top player di questa Inter (Marotta docet). La strada è ancora lunga, così come quella davanti a Esposito a Rovella, ma intanto i primi passi sono più che convincenti.

SEBASTIANO ESPOSITO, PRIMA DA TITOLARE E PRIMO GOL IN A

Di Sebastiano Esposito, nato il 2 luglio 2002, si è già parlato tanto. Al suo esordio in Champions League contro il Borussia Dortmund ha immediatamente conquistato il pubblico nerazzurro (Conte lo aveva comnquistato già dal primo giorno in ritiro), con un elastico su Akanji al primo pallone toccato e un rigore conquistato dopo scatto in faccia a Hummels sul secondo. Dopo vari spezzoni a gara in corsa e gol mancati per centimetri (in particolare la volée contro il Parma), è arrivato il suo primo gol in A, con un interno a chiudere secco e preciso su un calcio di rigore che Lukaku ha deciso di concedergli, complice anche la "richiesta" di San Siro. "Ho visto mia madre e mi sono commosso, questo gol lo dedico a lei. Conte mi ha avvisato ieri che avrei giocato titolare, non ho chiuso occhio tutta la notte”, ha detto nel dopo partita Esposito. “Sto raccogliendo i frutti del mio lavoro e di quei panini che mangiavo prima degli allenamenti… Nella vita non bisogna mai mollare”. Belle le parole per Lukaku: “Romelu non è solo un grande giocatore, come dimostra la sua seconda rete, ma anche una persona fantastica. Mi ha detto ‘vai convinto sulla palla e fai gol’, lo ringrazio”.

Nicolò Rovella, nato il 4 dicembre 2001, è uno dei talenti più interessanti del calcio italiano. Milanese, ha mosso i primi passi nell'Accademia Inter. Ma il vero salto arriva durante la stagione trascorsa all'Alcione Milano. In maglia orange guida i giovanissimi regionali alla vittoria del proprio girone con 14 gol, diversi su calcio di punizione. Dopo pochi mesi lo vogliono già in diverse squadre professionistiche, ma lui sceglie il Genoa. In maglia rossoblù si impone subito negli Allievi prima e in Primavera poi. Entra subito nel giro delle nazionali azzurre e partecipa agli Europei Under 2017 del 2018 prima di prendere il timone dell'Under 19.  Centrocampista moderno, può fare il play basso oppure l'interno perché sa abbinare le sue grandi qualità in fase di costruzione a quelle in fase di interdizione e a un ottimo dinamismo. Alessandro Tonani, suo allenatore ai tempi dell'Alcione, lo racconta così ad Affaritaliani.it: "E' un giocatore con una grandissima personalità, come dimostra il fatto che all'esordio a San Siro cercava sempre il pallone. E fare il debutto contro l'Inter, la squadra che tifava da piccolo, è una cosa per pochi. E' un predestinato".

NICOLO' ROVELLA, PRIMA PARTITA IN SERIE A

Mentre Esposito vedeva gonfiarsi la rete per la prima volta in Serie A, a pochi metri di distanza c'era un altro giovanissimo talento a osservare da vicino. Nicolò Rovella, nato il 4 dicembre 2001, era appena entrato al posto di Jagiello per il suo esordio in massima serie. Un esordio che era nell'aria, dopo quello avvenuto nel quarto turno di Coppa Italia contro l'Ascoli. E soprattutto dopo che il giovane play è entrato in pianta stabile negli allenamenti e nella rosa della prima squadra. Era solo questione di tempo, e alla fine l'esordio è arrivato. Su un campo non banale come quello di San Siro, di fronte a tanti giocatori enormemente più esperti, Rovella ha fatto quello che sa: giocare a calcio. Si è sistemato in mezzo al campo e ha distribuito palloni a testa alta, anche se il contesto, visti risultato e andamento della gara, non erano certo dei migliori per il Genoa. Ha sfiorato il gol con un tiro secco (una delle qualità della casa) da fuori area salvato da Lukaku ad Handanovic battuto. E se Sanabria gli avesse lasciato battere un calcio di punizione dal limite sul quale si era già sistemato il pallone, forse staremmo parlando di un esordio con gol.

INTER-GENOA, LA CRONACA

La partita non c'è quasi mai stata. Thiago Motta, uno degli eroi del triplete del 2010, tiene ancora fuori Schone e lancia il tandem offensivo Sanabria-Pinamonti. Ma i rossoblù, in grave crisi in classifica, non riescono mai ad alzare il baricentro della propria azione. Merito di un'Inter che non vuole ripetere l'errore di Firenze, quando aveva mantenuto in vita una partita che avrebbe dovuto essere chiusa ben prima. Senza gli assaltatori lungodegenti Barella e Sensi (a proposito, piacevole riapparizione la sua nella ripresa) e senza la verve di Lautaro l'inizio è piuttosto ragionato. Il Grifone controlla senza rischiare troppo, a parte un colpo di testa di Gagliardini alzato in corner da Radu, ma la pressione nerazzurra si fa sempre più costante. I frutti arrivano nel giro di due minuti, con l'uno-due che di fatto apre e chiude la gara. Prima Lukaku incorna sul primo palo il cross di Candreva, poi Gagliardini raccoglie di prima lo scarico dello stesso centravanti belga per il raddoppio. La ripresa è forse la più tranquilla della stagione nerazzurra. Il tris è di Esposito, al primo gol in A, che realizza un calcio di rigore conquistato da Gagliardini e che Lukaku, sentito anche il "parere" di San Siro, decide di lasciargli. Un gran gesto che non ripete dall'altra parte Sanabria, che tira (malissimo) un calcio di punizione dal limite sul quale ci si aspettava la conclusione di Rovella, che da quella posizione è spesso e volentieri andato a segno nelle giovanili del Genoa. Lukaku (che in precedenza si era divorato un gol clamoroso a due metri da Radu) chiude il sipario sul 2019 nerazzurro con la personale doppietta con un gran sinistro sotto l'incrocio dei pali.

INTER-GENOA, LE PAGELLE

INTER: Handanovic 6,5  Skriniar 6,5  De Vrij 6,5  Bastoni 6,5  Candreva 6,5 (Lazaro 5,5) Vecino 6  Borja Valero 6,5  Gagliardini 7 (Sensi s.v.)  Biraghi 6 (Dimarco s.v.)  Esposito 7  Lukaku 7,5   All. Conte 8

GENOA: Radu 6,5  Ghiglione 6  Biraschi 5  Romero 4  Criscito 5  Cassata 5  Radovanovic 4,5  Jagiello 4,5 (Rovella 7)  Agudelo 4,5  Sanabria 5,5 (Cleonise s.v.)  Pinamonti 5 (Favilli s.v.)  All. Motta 5,5

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