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Italia ripescata ai Mondiali? “Squallido e ingiusto”. Esplode la polemica. Ecco come stanno le cose

Italia ripescata ai Mondiali? “Squallido e ingiusto”. Esplode la polemica. Ecco come stanno le cose
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L’ipotesi circola, fa rumore e divide: l’Italia ai Mondiali 2026 al posto dell’Iran. Non per qualificazione sul campo, ma per una possibile esclusione legata alle tensioni geopolitiche. A rilanciare lo scenario è Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente Usa Donald Trump, che secondo il Financial Times avrebbe sollecitato la Fifa e il presidente Gianni Infantino a valutare l’inserimento degli azzurri nel torneo organizzato tra Stati Uniti, Canada e Messico.

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Il presupposto è tutt’altro che sportivo. La fragile tregua tra Washington e Teheran e l’incertezza sulla partecipazione iraniana aprono uno spiraglio teorico. Dall’Iran arrivano infatti segnali contrastanti: la federazione spinge per esserci, mentre il governo non esclude una rinuncia, rimandando ogni decisione a livelli istituzionali superiori. La Fifa, ufficialmente, non si sbilancia. Nessun commento sulle indiscrezioni, ma una linea ribadita: l’Iran si è qualificato e, ad oggi, parteciperà. Solo un eventuale ritiro aprirebbe il dossier sostituzione, sul quale l’organo di governo del calcio mondiale avrebbe ampia discrezionalità. Tra le ipotesi, anche un playoff straordinario, ma prende quota la soluzione più “coerente”: una nazionale asiatica al posto dell’Iran.

In Italia, però, il dibattito è già esploso. L’idea del ripescaggio accende le speranze di rivedere gli azzurri sul palcoscenico mondiale, ma solleva anche una forte opposizione. Enrico Mentana liquida la proposta senza mezzi termini: “Squallida e ingiusta”, un’eventuale partecipazione ottenuta “da imbucati” e non per merito sportivo. Durissima anche la reazione dell’ambasciata iraniana a Roma, che attacca frontalmente gli Stati Uniti parlando di “bancarotta morale” e rivendicando un principio chiaro: il calcio appartiene ai popoli, non alla politica.