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La Serie A riapre ai fondi: fino al 49% della newco dei diritti tv esteri per spingere ricavi e business fuori dall’Italia

La Lega studia la cessione di una quota di minoranza del business internazionale. J.P. Morgan al lavoro, contatti con i grandi fondi

La Serie A riapre ai fondi: fino al 49% della newco dei diritti tv esteri per spingere ricavi e business fuori dall’Italia
Luigi De Siervo, Ceo Serie A (Foto Ipa)

Ricavi da circa 250 milioni l’anno, processo atteso a breve: per chiudere servono però almeno 14 voti dei club

La Serie A torna a guardare ai fondi per accelerare sul fronte dei diritti tv internazionali. La Lega starebbe infatti valutando la cessione di una quota di minoranza della società che dovrebbe gestire lo sviluppo estero del business media, con l’obiettivo di aumentare ricavi e presenza del campionato italiano sui mercati globali.

L’ipotesi allo studio prevede la possibilità di cedere fino al 49% della newco dedicata ai diritti internazionali. Il progetto rientrerebbe in un accordo di lungo periodo, costruito non solo sui proventi audiovisivi ma anche su una logica di crescita complessiva del prodotto Serie A fuori dall’Italia.

Su questo dossier J.P. Morgan si muove da tempo. La banca d’affari era stata incaricata già nel 2025 di esplorare le opzioni strategiche per la valorizzazione del ramo estero e avrebbe sondato in via informale alcuni grandi operatori del private equity, tra cui Apollo Global Management, CVC Capital Partners, Ares Management e Sixth Street. Secondo le ricostruzioni, il processo formale potrebbe partire già entro la fine di aprile.

La spinta a riaprire il dossier nasce anche dai numeri. Il business internazionale della Serie A vale oggi circa 250 milioni di euro l’anno, una cifra ancora lontana da quella dei principali rivali europei. Il gap con Premier League e Liga resta ampio, mentre la vendita dei diritti all’estero è diventata più complicata in un contesto segnato da calendario congestionato, Champions League allargata e crescente forza commerciale del campionato inglese.

Il piano, però, non si fermerebbe ai soli diritti tv. Nel perimetro rientrerebbero anche sponsorizzazioni e iniziative internazionali come la Supercoppa italiana disputata all’estero, dentro un progetto più ampio pensato per alzare il valore del marchio Serie A sui mercati stranieri.

Non è la prima volta che la Lega prova a percorrere questa strada. Tra il 2020 e il 2021 era già stato aperto un confronto per l’ingresso di investitori nel business media, ma l’operazione non si chiuse. Anche per il nuovo dossier il passaggio politico sarà decisivo: per approvare una transazione su asset commerciali strategici servono almeno 14 voti favorevoli dei 20 club di Serie A.

Il modello che la Serie A starebbe studiando ricorda da vicino quello già visto in altri mercati europei, come Spagna e Francia, dove i fondi sono entrati nelle attività media in cambio di capitale immediato e partecipazione ai ricavi futuri. L’idea, in sostanza, è trasformare una parte del potenziale internazionale in liquidità e competenze per colmare il ritardo accumulato rispetto ai campionati più forti sul piano commerciale.

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