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Un Conte deluso, amareggiato e' quello che si e' presentato davanti ai giornalisti nella conferenza stampa prepartita. "Tecnicamente la cessione di Matri non era prevista cosi' come non era prevista la cessione di Giaccherini - ha spiegato - Stiamo parlando di un calciatore (Matri, ndr) che in due anni ha fatto piu' gol di tutti, un uomo tra i piu' fedeli, pero' ci fa capire il momento attuale che sta passando l'Italia. Riguarda la Juventus e molte altre squadre, a parte qualche eccezione". Il tecnico dice di non aver avallato la decisione. L'allenatore della Juventus oggi ha esternato tutta la delusione sulla cessione di Matri, che segue quella di Giaccherini. "E' arrivata una richiesta per Matri e siamo stati costretti a venderlo. Siamo qui a comporre un puzzle, ma se a questo puzzle togli dei pezzi e ne metti altri sara' sempre piu' difficile. Un allenatore deve accettare suo malgrado queste uscite. Certo, se continuate a dire che il divario e' aumentato, questo mi lascia perplesso. E se mi dite 'hai avallato certe cose', io rispondo che non ho avallato proprio nulla". Conte ha fatto intendere di non essere stato coinvolto dalla societa' nella cessione dell'attaccante, cosi' come di non essere stato interpellato per quanto riguarda le ultime ore di calciomercato. "Con la societa' non ho parlato - ha aggiunto - Sanno benissimo il mio pensiero. La realta' economica e' di grandissima difficolta', ma sono anche convinto che abbiamo rinforzato il Milan. Perche' Matri al Milan? Perche' e' quella che ha fatto la richiesta. Prima c'era stato il Napoli, poi ha cambiato idea, poi e' arrivato il Milan e la societa' ha accettato. Le difficolta' ci stanno, le conosco, se si spende uno bisogna rientrare di uno. Ma se non ci fosse stata la difficolta' io Giaccherini e Matri non li avrei mai sacrificati". In questi giorni si parla anche di possibili rinforzi sugli esterni. "Non voglio entrare nei dettagli, non e' giusto - ha sottolineato Conte - Situazioni a livello di organico ne abbiamo discusse con la societa' e quindi vedremo cosa accadra'. Io spero solo che in quest'opera di costruzione si possa arrivare un giorno a dirmi: 'mister qua ci 30, 40, 50 milioni, si diverta'. Mi auguro che si arrivi a questo". Intanto bisogna continuare a fare i conti con la realta', di certo poco gradita a Conte. "Sono entrati tre elementi e ne sono usciti due. Leggo e straleggo che il divario e' aumentato poi vedo che gli altri si sono rinforzati e noi siamo stati costretti a fare delle rinunce dolorose. Quando ho parlato di anno zero, nessuno ha colto. Non faceva notizia. Oggi siamo al dunque e noi oggi stiamo rinunciando a due pezzi pregiati: Giaccherini, giocatore da nazionale, e Matri, che ha fatto piu' gol di tutti negli ultimi due anni. Ora, piu' che lavorare a manetta, noi non possiamo fare sapendo che ci sara' da battagliare, cercando di fare del nostro meglio". La Juve dovra' battagliare anche in Champions dove sara' chiamata ad affrontare il Real Madrid. Ieri il dg Marotta aveva detto che non sempre chi piu' spende , vince. Oggi e' arrivata la replica di Conte: "Non e' proprio cosi'. Inutile prenderci in giro. Sono risposte di circostanza, e' giusto che il direttore le dia. Io le dico insieme al direttore, ma sotto sotto dico anche che di fronte a un carrarmato c'e' una macchina". Tornando al discorso delle cessioni, "non mi fa piacere perdere giocatori importanti e rinforzare gli altri. Questa e' la realta', ma sara' il campo a dover dimostrare che la Juventus e' la piu' forte". Di certo, a questo punto, Conte spera che Quagliarella rimanga: "Cinque attaccanti mi sembra che siano il minimo. Se ho paura che vendano Quagliarella? Ad oggi spero proprio di no".

MATRI "TORNARE EMOZIONE UNICA, SOGNAVO MAGLIA NUMERO 9"- "Sono passati 10 anni, ho fatto tanta esperienza, l'emozione e' unica, tornare nel posto in cui sei cresciuto, conosco tanta gente, c'e' un allenatore che ho gia' avuto, ci sono tanti fattori positivi. Allegri l'ho sentito ieri, sta a me conquistarmi il posto, mettermi a disposizione, sono pronto per giocare". Sono le prime parole di un emozionatissimo Alessandro Matri, che torna a indossare la casacca del Milan, club nel quale ha mosso i primi passi da giocatore. "C'e' stato l'interessamento di altre squadre, quando ho saputo del Milan ho cercato di forzare il mio arrivo qua, perche' per me venire qua era un bell'obiettivo e adesso e' un bel punto di ripartenza - sottolinea l'attaccante prelevato dalla Juventus secondo quanto riportato dal sito rossonero -. La Juventus e' forte, parte favorita, colgo l'occasione per ringraziare la Juventus per quello che mi ha permesso di vincere e di fare in questi due anni e mezzo. C'e' una favorita, ma noi cercheremo di mettere in difficolta' la Juve e tutte le altre squadre che lotteranno per tutti i posti piu' ambiti". Matri indossera' la maglia numero 9. "E' una maglia importante, una maglia che io da bambino sognavo perche' guardavo Van Basten, Weah e Pippo Inzaghi. La portero' con onore e cerchero' di rispettarla. Il mio 32 era occupato, la 9 e' una bella e piacevole alternativa", spiega l'ex Cagliari, per il quale la Nazionale "e' un'obiettivo. Fare bene con il club porta in Nazionale, la prima cosa e' fare bene con il Milan, poi magari tornare in Nazionale. Non e' che penso di giocare di piu' nel Milan, me lo auguro, mi metto a disposizione, l'allenatore mi conosce, nell'inserimento saro' aiutato, sta a me, non ho posti privilegiati perche' conosco l'allenatore o perche' torno al Milan dopo 10 anni".

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