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Milan, cercasi identità: Rangnick-Glasner o Pochettino-Planes? A Milanello si fanno i giochi di coppia

Il Milan valuta il nuovo allenatore: Glasner resta favorito, ma Pochettino, Slot e Jaissle sono ancora in corsa. Sul mercato Allegri pensa a Rabiot

Milan, cercasi identità: Rangnick-Glasner o Pochettino-Planes? A Milanello si fanno i giochi di coppia
Oliver Glasner (Foto Ipa)

Il Milan non sceglie solo il nuovo allenatore, ma anche il modello tecnico da cui ripartire. Da una parte Rangnick con Glasner, dall’altra Pochettino con Planes. Slot resta sullo sfondo, mentre a Casa Milan la panchina sembra ormai legata alla coppia che guiderà la ricostruzione

Rangnick spinge per Glasner, Ibrahimovic guarda anche a Slot e Pochettino resta vivo

Il Milan non ha ancora scelto il suo nuovo allenatore. Il casting resta aperto e il nome più caldo è ancora Oliver Glasner, reduce dall’addio al Crystal Palace dopo una stagione chiusa con la vittoria della Conference League. L’incontro con i vertici rossoneri c’è stato martedì 2 giugno ed è stato giudicato positivo, ma non definitivo.

Il colloquio con Glasner è stato soprattutto conoscitivo. Il tecnico austriaco piace per il suo calcio verticale e per la capacità di lavorare ad un progetto tecnico strutturato. Resta il favorito, soprattutto se il Milan deciderà di affidare pieni poteri a Ralf Rangnick, che vorrebbe costruire l’area sportiva con uomini di fiducia e una gestione ampia, dalla prima squadra al Milan Futuro.

La scelta, però, non è ancora definitiva. In corsa resta anche Mauricio Pochettino, impegnato con gli Stati Uniti in vista dei Mondiali. L’argentino non ha smentito i contatti con i rossoneri e sarebbe tentato dall’offerta del Milan. La nazionale americana punta a trattenerlo, ma molto può dipendere anche dal percorso degli Usa nel torneo. Con Pochettino potrebbe entrare in gioco Ramon Planes per l’area sportiva, profilo meno ingombrante rispetto a Rangnick.

C’è poi la tentazione Arne Slot. Dopo la separazione dal Liverpool, l’olandese è stato accostato con insistenza alla panchina rossonera. Il suo stile piace alla coppia Cardinale-Ibrahimovic e proprio lo svedese sarebbe tra i più sensibili a questa soluzione. Il problema resta l’ingaggio, visto che Slot al Liverpool guadagnava circa 8 milioni netti. In questo quadro può diventare utile anche il lavoro di Rafaela Pimenta, in ottimi rapporti con Ibrahimovic.

Più indietro Matthias Jaissle. Il suo nome resta legato a un eventuale arrivo di Rangnick, ma rispetto a Glasner ha meno esperienza e oggi è sotto contratto con l’Al-Ahli. Per liberarlo servirebbe una trattativa con il club saudita. Al momento sembra il quarto nome della lista, anche se il Milan non ha ancora chiuso nessuna porta.

La panchina non è l’unico dossier aperto. Il club deve sistemare l’intero organigramma dopo il crollo in classifica e la mancata qualificazione in Champions League, definita dalla proprietà RedBird un “fallimento”. La dirigenza è stata azzerata e ora Gerry Cardinale, Zlatan Ibrahimovic e Massimo Calvelli (ndr. che ha ereditato i poteri di firma) devono scegliere i nuovi vertici dell’area sportiva e il tecnico da cui ripartire.

Il cambio di progetto avrà inevitabilmente conseguenze sulla rosa. Rafael Leao ha già aperto alla possibilità di un’esperienza altrove, Luka Modric valuta il futuro dopo una sola stagione a San Siro, Strahinja Pavlovic ha mercato e Mike Maignan resta seguito dal Chelsea. Anche Adrien Rabiot entra in questo ragionamento.

Il francese è una delle poche certezze tecniche del Milan, ma il possibile arrivo di Massimiliano Allegri al Napoli può cambiare il quadro. Il rapporto tra i due è forte dai tempi della Juventus. Allegri ha avuto un ruolo chiave anche nell’arrivo di Rabiot al Milan la scorsa estate e ora potrebbe tornare a di moda per il centrocampo azzurro, soprattutto se Frank Anguissa dovesse partire.

Rabiot è legato al Milan fino al 30 giugno 2028. I rossoneri lo hanno acquistato dal Marsiglia per circa 10 milioni di euro tra parte fissa e bonus, garantendogli un ingaggio da 5,5 milioni netti a stagione, pari a circa 9,25 milioni lordi. A bilancio il valore del cartellino è oggi poco inferiore ai 7 milioni, cifra sufficiente per evitare minusvalenze. Ma il Milan non intende fare sconti.

Per il Napoli sarebbe un’operazione importante, ma non impossibile. Allegri sta per liberarsi dal Milan e firmare con gli azzurri per due stagioni con opzione per la terza. Se il centrocampo del Napoli dovesse perdere Anguissa, Rabiot diventerebbe un profilo naturale: fisicità, esperienza, conoscenza del tecnico e abitudine a giocare partite di livello.

Il Milan, invece, deve prima scegliere chi comanda e chi allena. Rangnick-Glasner da una parte, Pochettino-Planes dall’altra, Slot come tentazione e Jaissle sullo sfondo. Finché l’area sportiva resta sospesa tra “palco e realtà” come direbbe qualcuno, anche il mercato resta pura fantasia. E più il tempo passa e più la ricostruzione rossonera è già in ritardo.

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