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Raiola: "Pogba è come Van Gogh, Balotelli sbagliò andando al Milan"

"Come mi ha insegnato papa', dico: vendere e pentirsi e' meglio che non vendere e pentirsi. Se non vendi Pogba non hai soldi per fare una squadra con cui vincere la Champions. Se vuoi tenerlo, devi fare una squadra cosi' forte che poi Paul ci possa ancora crescere, ma se non lo vendi non hai i soldi per farlo". E' questo il Raiola-pensiero sul centrocampista francese, di cui cura gli interessi. Intervistato dalla "Gazzetta dello Sport", l'agente paragona il giocatore a "un Van Gogh: chi lo sa quanto vale? Dipende da quanti soldi ha in tasca chi vuol comprarlo. La cessione di Pogba va considerata a prescindere da quello che poi fai con i soldi".

Quando la Juve vendette Zidane, "poi apri' un altro ciclo. Io per quanto tempo posso tenere ancora Pogba in Italia? Tutti hanno una carta in mano, bisogna vedere quando giocarsela - dice Raiola - Quella del Psg e' la piu' naturale: se ci vuole andare, chi gli puo' dire di no? Ma non so se e' una carta da giocarsi adesso. E poi: Pogba alla Juve puo' restare ancora un anno? Il mio rinnovo era facile: non rinnovando avrei creato un problema alla Juve oltre che una debolezza a Paul, io voglio che chi lo compri creda in lui e lo strapaghi. E Paul se va via dalla Juve vuole farlo per andare al top. Quindi se non e' quest'anno, sara' l'anno dopo. Intanto Paul e' a un livello economico e di reputazione pari agli altri big, quindi puo' restare un altro anno". Ma comunque vada, sara' asta. "Lui e' l'unica grande stella disponibile in estate, se a qualcuno serve vedi come si scatena il mercato anche sopra i 100 milioni: se non puoi prendere Ronaldo, Messi o Ibra, puoi prendere solo lui". E a quel punto Raiola fara' gli interessi del suo assistito.

"Per esempio: se per Pogba alla Juve il City da' 110 milioni ma il Real e' a 80, dico a caso, e Paul sceglie il Real, tra me e la Juve sara' guerra. Lui e' uno da Pallone d'oro, come Nedved", aggiunge Raiola, che parla anche di Balotelli e ammette che averlo riportato in Italia e' stato "uno dei piu' grandi errori della mia carriera. Dovevo dirgli: 'Tu in Italia non ci torni. Il City e' una grande societa', non ti lasceranno mai cadere, questo e' il calcio che conta e tu ne vuoi uscire'. E sono convinto che ho sbagliato anche per un altro fatto: al Milan serviva un leader. Dai palla a Mario, lui fa gol, tutti sono contenti. Ma leader lui non e', ed e' anche sbagliato chiederglielo". Ma dal Liverpool non si muovera'. "L'ho visto lunedi' e gli ho detto: 'Hai un contratto di 4 anni e non ti porto via. O tu lasci Liverpool a 60-70 milioni e io ho vinto la scommessa, o muori li''. Ora si sta applicando forte, la sua vita privata e' piu' calma. E non ha senso chiedersi se Liverpool e' la piazza giusta: e' l'unica piazza". Infine, su Ibrahimovic, aggiunge: "resta al Psg, sicuro. Ha ancora un altro anno, chissa' che non rinnoviamo ancora. Con lui le decisioni vanno prese anno per anno".

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