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Sport
Federbet: "90% calciatori scommette". Tonali dai pm in procura a Torino
Sandro Tonali (foto Lapresse)

Scommesse: Tonali dai pm in procura a Torino 

Sandro Tonali, il calciatore del Newcastle che figura tra gli indagati nell'inchiesta sulle scommesse sportive su piattaforme non autorizzate è in procura a Torino. Lo sta interrogando la pm Emanuele Pedrotta. Con il giocatore ci sono il suo legale e gli investigatori della squadra mobile di Torino. 

Baranca (Federbet): "Il 90% dei calciatori scommette"

"Secondo me il 90% dei calciatori scommette, ho parlato con tantissimi di loro": così Francesco Baranca, segretario generale di Federbet, l’organizzazione internazionale che lotta contro le scommesse illegali. "I calciatori? Hanno tempo libero, amano l’adrenalina, hanno spirito di competitività e hanno tanti soldi. E questo li rende molto inclini al gioco d’azzardo", ha sottolineato Baranca.

Il procuratore di Tonali: "Sta giocando la partita più importante, quella contro la ludopatia"

"Sandro è scosso ma ha già iniziato a combattere. È iniziata la sua partita più importante contro una malattia, ma lui ci ha abituati a grandi partite, solitamente vince". Queste le parole di Giuseppe Riso, procuratore del centrocampista del Newcastle a margine di un evento che si è svolto all’ambasciata italiana di Londra. "L’esperienza di Sandro - aggiunge l’agente - salverà la vita di altri ragazzi. Grazie al presidente Gravina per quello che ha detto, e al Newcastle che è molto vicino a Sandro". E ancora: "Sandro non è mai banale, la sua esperienza salverà la vita di altri ragazzi. Complimenti al Newcastle che è sempre stato affianco al giocatore. Lui è sotto shock, è scosso e triste". L'agente ha anche rivelato cosa potrebbe succedere a breve: "Sandro si allena, e sabato potrebbe anche giocare (il Newcastle sfida il Crystal Palace ndr). Ha capito che deve affrontare questo problema in maniera determinata. Il club in questo momento è assolutamente al suo fianco".

Calcio: Gravina, ludopatia una piaga, aiuteremo questi ragazzi

"Come presidente federale non mi sento particolarmente coinvolto se non perchè devo agire. Ma lo sono sotto il profilo umano: questi ragazzi sono per me come dei figli, che non possono diventare carne da macello come vengono invece esposti quotidianamente, con modalità non da Paese civile". A Londra per un evento all'ambasciata italiana, Gabriele Gravina torna a parlare del caso delle scommesse illecite che fin qui ha coinvolto Fagioli, Tonali e Zanioli.

"In Italia esiste una malattia come ce ne sono diverse, la ludopatia: è una piaga sociale, non è un problema solo del calcio italiano - sottolinea il presidente della Figc - Noi comunque non ci tiriamo indietro, ci assumiamo le nostre responsabilità. Chi ha sbagliato sarà punito, sarà una punizione afflittiva e ci stiamo adoperando perchè tutto si svolga con la massima rapidità e chiarezza. Ma vi garantisco che tutti quelli che chiederanno aiuto, come qualcuno sta già facendo, saranno aiutati, non li abbandoneremo mai. Una Federazione non deve solo punire ma deve anche accompagnare questi ragazzi in un processo di guarigione". Gravina, però, chiede anche la collaborazione dello Stato visto che da un lato "abbiamo un Paese che genera 16 miliardi di scommesse, seguendo offerte commerciali che invitano a giocare", e dall'altro "ci siamo noi che ci impegniamo con corsi di formazione per non farli scommettere. Non possiamo essere ipocriti, serve un provvedimento di coordinamento fra lo Stato italiano e il mondo dello sport. Noi siamo pronti".

Scommesse, giro d'affari da 25 miliardi

Le stime sulle scommesse illegali sono di un giro d'affare da 25 miliardi di euro il solo comparto online occupa almeno il 75% del mercato nero, pari a una raccolta intorno ai 18,5 miliardi. Solo quest’anno l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha fatto oscurare 9.828 siti illegali (400 in più rispetto al 2022. Il danno per l’erario è calcolato a un miliardo di euro

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