
Con gli adulti Edo entra in contatto malvolentieri e nella misura dello stretto necessario. Cosa potrebbe esserci di peggio, dunque, dell’incomprensibile accerchiamento di parenti che da un paio di giorni gli si muovono attorno con circospezione? Finché, scomposto e assordante, esplode il cordoglio: qualcosa di terribile è accaduto e i genitori di Edo non torneranno più a casa. Per fortuna gli zii sanno bene cosa fare, Edo andrà a vivere con zia Selma, tutto continuerà come prima.
Solo che lui non ha nessuna intenzione di assecondarli. Non fa scenate, semplicemente si rifiuta di lasciare casa sua. Liberata dalla presenza logorroica degli adulti, la casa di Edo diventa il polo d’attrazione di una serie di personaggi bizzarri: le gemelline dai caratteri complementari Greta e Lavinia –, che con le loro risatine “fanno scricchiolare l’aria” e lo iniziano al mistero della complicità e dell’antagonismo femminili; il compagno di classe Enea che, senza mai oltrepassare la soglia di casa, cerca di coinvolgere l’amico in scorribande in bicicletta sull’argine del fiume; un rappresentante di aspirapolvere determinato, a suon di candeggina e disquisizioni filosofiche, a stanare i microbi che secondo lui si annidano negli scarichi.
Una libertà provvisoria, una stralunata utopia, che regge finché, sottile, si insinua la violenza. Sulle prime si potrebbe quasi scambiarla per un gioco, ma poco alla volta la legge del più forte si impone nello spazio domestico: “Qualcosa di strano e pericoloso veniva a galla e farci i conti non era un’opzione a cui potevo sottrarmi”…
L’AUTORE – Paolo Marino vive a Piacenza, lavora come giornalista e si occupa prevalentemente di cronaca nera e giudiziaria. Strategie per arredare il vuoto, che è stato finalista all’edizione 2012 del premio Italo Calvino con il titolo La casa di Edo, è il suo primo romanzo.
