Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Istat, a gennaio frena l’inflazione all’1% ma pesa il carrello della spesa (+2,1%). Svolta per il paniere: ecco come cambia

Istat, a gennaio frena l’inflazione all’1% ma pesa il carrello della spesa (+2,1%). Svolta per il paniere: ecco come cambia

L’inflazione china la testa nel mese di gennaio, ma il carrello della spesa continua a pesare

Istat, a gennaio frena l’inflazione all’1% ma pesa il carrello della spesa (+2,1%). Svolta per il paniere: ecco come cambia
istat

Istat, a gennaio frena l’inflazione all’1% ma pesa il carrello della spesa (+2,1%)

L’inflazione in Italia rallenta all’1% a gennaio, con i prezzi che registrano un andamento inferiore al dato dell’1,7% registrato nell’area euro, mantenendo la dinamica complessiva sotto controllo. Anche se per le famiglie l’aumento del cosiddetto carrello della spesa al 2,1% si traduce in rincari concentrati sui beni essenziali, a partire dagli alimentari.

Nel dettaglio, secondo le stime preliminari dell’Istat, a gennaio l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra un aumento dello 0,4% su base mensile e dell’1% su base annua, in decelerazione rispetto al +1,2% di dicembre. Un dato che riporta l’inflazione su livelli poco superiori a quelli dell’autunno 2024, ma che non attenua le tensioni su alcune voci chiave di spesa.

Intanto, per affinare la rilevazione l’Istat ha annunciato modifiche al “paniere” per il 2026, nel quale rientreranno, ad esempio le divise scolastiche e le ambulanze private, ma anche i filati per maglia e uncinetto e i kit di videosorveglianza, per rendere la rilevazione più rappresentativa delle abitudini di spesa delle famiglie. Cambiamento che però non convince le associazioni dei consumatori.

L’Unione Nazionale Consumatori parla di un paniere “ancora incompleto”, soprattutto sul fronte della scuola. E non convince il Codacons: “Se da un lato sale il peso di alimentari e bevande, dall’altro diminuisce quello relativo ad abitazioni e trasporti, voci che continuano ad incidere pesantemente sui bilanci familiari”.

Intanto, nell’ultima rilevazione a pesare maggiormente sul dato dell’inflazione sono i beni di uso quotidiano. Il cosiddetto “carrello della spesa”, che comprende alimentari, prodotti per la cura della casa e della persona, segna un aumento del 2,1% su base annua. Crescono i prezzi dei beni alimentari non lavorati (+2,5%) e lavorati (+2,2%), mentre continuano a correre i servizi legati all’abitazione (+4,4%), i tabacchi (+3,3%) e i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+3,0%). 

L’aumento congiunturale dello 0,4% è spiegato soprattutto dal balzo degli energetici regolamentati (+8,7%), dai servizi relativi all’abitazione (+1,9%) e dagli alimentari. In controtendenza i servizi di trasporto, in calo del 3,7% rispetto a dicembre. L’inflazione di fondo si attesta all’1,8%, mentre quella acquisita per il 2026 è pari allo 0,4%.Secondo le stime dei consumatori, un’inflazione all’1% si traduce comunque in centinaia di euro di spesa in più all’anno, con un impatto particolarmente pesante sui beni alimentari e sulle famiglie a reddito più basso. 

L’Unione nazionale consumatori calcola che “per una coppia con due figli significa un aumento complessivo del costo della vita pari a 371 euro su base annua, per i soli prodotti alimentari e le bevande analcoliche la stangata è pari a 241 euro, mentre per il carrello della spesa è di 253 euro”. 

Pur in un quadro di inflazione “sotto controllo” restano quindi preoccupazioni sul potere d’acquisto e incognite sulla tenuta dei consumi nei prossimi mesi. Anche se Confcommercio sottolinea il segnale positivo: “Il permanere dell’inflazione su valori contenuti, anche nei prossimi mesi, potrebbe favorire il consolidamento dei segnali di ripresa della domanda emersi nella parte finale del 2025, necessari a supportare una crescita per l’anno appena iniziato prossima all’1%. 

Inoltre, la riduzione del tasso d’inflazione nell’area euro potrebbe aprire spazi per un’ulteriore, seppur moderata, discesa dei tassi d’interesse di riferimento“. 

LEGGI LE NOTIZIE DI ECONOMIA