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Un videogioco per migliorare il rapporto tra genitori e figli

Un videogioco per migliorare il rapporto tra genitori e figli
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Tra genitori e figli c’è sempre più di mezzo la tecnologia. Un’equipe di psicologi francesi ha ideato un nuovo videogioco, Clash-Back, proprio per cercare di migliorare i rapporti entrando in contatto con questa generazione iperconnessa. Riproducendo le dinamiche familiari in questo mondo virtuale si cerca di imparare a risolvere i contrasti nella realtà

Tra genitori e figli… c’è sempre più di mezzo la tecnologia. Non solo per controllare che cosa fanno i propri bambini e adolescenti (“Non mi puoi più ignorare”. Arriva l’app per gestire figli capricciosi), ma anche per migliorare un rapporto che, si sa, quando i ragazzi cominciano a diventare grandi, è spesso conflittuale. Come risolverlo? C’è la psicologia tradizionale, è vero, ma forse è meglio entrare nel campo che a loro è più familiare: quello della tecnologia. Ed è così che una equipe del centro ospedaliero Abadie di Bordeaux, specializzato in casi di adolescenti in difficoltà, ha ideato “Clash-Back”, un videogioco che ha l’obiettivo di entrare in contatto con questa generazione iperconnessa (IL VIDEO).

Nel primo episodio, Chloé, una ragazza di 16 anni, cerca di negoziare con il padre l’autorizzazione a farsi un tatuaggio. Per ottenere il suo scopo la ragazza virtuale può utilizzare diversi comportamenti, che fuori dal gioco servono a creare un ritratto del giocatore – dunque dell adolescente – che impostando le domande di Chloe mostra il suo modo di relazionarsi e di comportarsi. Così, in un secondo momento, lo psichiatra può interpretarli e trovare un modo per entrare in contatto con le difficoltà e i problemi dei giovani pazienti.

“Con questo approccio gli adolescenti si aprono di più su argomenti normalmente difficili da trattare”, ha spiegato lo pschiatra Xavier Pommereau. Alla fine del gioco, un avatar dello psichiatra propone diversi commenti basati sul percorso scelto dal “giocatore”.

“Abbiamo cercato di costruire Clash Back come un simulatore di comportamenti, sulla scorta dei simulatori di volo per i piloti” ha spiegato Pommereau.