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Report, Ranucci tira dritto: sta lavorando alle nuove puntate, nessun passo indietro

Il conduttore prepara le nuove puntate. Intanto il Pd porta a Bruxelles le richieste di Salvini sulla sua permanenza in Rai

Report, Ranucci tira dritto: sta lavorando alle nuove puntate, nessun passo indietro
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Sigfrido Ranucci continua a lavorare al nuovo ciclo di Report e al momento non emerge l’ipotesi di un passo indietro dalla conduzione. Intanto lo scontro sulle richieste di Matteo Salvini arriva alla Commissione europea con l’iniziativa dell’eurodeputato Pd Sandro Ruotolo.

Ruotolo scrive alla Commissione Ue dopo le richieste di Salvini sul futuro di Ranucci

Sigfrido Ranucci sta preparando il prossimo ciclo di Report. Il conduttore ne avrebbe parlato anche nella riunione del 13 agosto con Paolo Corsini, direttore dell’Approfondimento Rai. Gli incontri di lavoro sono proseguiti anche dopo l’esplosione dell’affaire Lavitola.

Al momento non risulta in discussione un passo indietro di Ranucci dalla guida del programma. Non trovano riscontro neppure le indiscrezioni secondo cui il giornalista sarebbe intenzionato a chiedere un risarcimento alla Rai nell’eventualità di un suo allontanamento. Il confronto coinvolge anche gli organismi interni di Viale Mazzini. Il 13 agosto è stata consegnata all’amministratore delegato Giampaolo Rossi la relazione del Comitato etico sulla vicenda che riguarda il giornalista.

A intervenire in difesa del conduttore è stato anche il suo legale, Roberto De Vita: “Come già in precedenti audit conclusi con conferma della correttezza dell’operato di Report, Ranucci ha sempre difeso il valore dei giornalisti della redazione tutelandone autonomia ed indipendenza, ben consapevole di come il giornalismo di inchiesta esponga costantemente a critiche ed attacchi. Come quello che sta avvenendo adesso dove alla vittima (scomoda) di un grave attentato (che diventa pretesto) viene imputata la responsabilità di un danno all’immagine e ne viene chiesta dalla politica la sostituzione, un paradosso morale con conseguenze gravi per la democrazia”.

Lo scontro si è spostato anche a Bruxelles. Ranucci ha rilanciato su Facebook l’iniziativa dell’eurodeputato Pd Sandro Ruotolo scrivendo: “Il governo chiede mia sostituzione, Pd denuncia alla Commissione Ue”.

Ruotolo, responsabile Informazione della segreteria dem, ha annunciato di aver “scritto alla vicepresidente esecutiva della Commissione europea Henna Virkkunen per richiamare la sua attenzione sulle ripetute dichiarazioni del vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini” contro il conduttore di Report, “storico programma di giornalismo d’inchiesta del servizio pubblico radiotelevisivo italiano, e sulla richiesta rivolta alla Rai di sospenderlo dalla conduzione del programma. È una questione – afferma Ruotolo – che riguarda direttamente l’indipendenza del servizio pubblico e l’applicazione dell’European Media Freedom Act”.

L’eurodeputato ha collegato l’iniziativa alle garanzie di autonomia previste per il servizio pubblico europeo: “Non può essere il vicepresidente del Consiglio – aggiunge Ruotolo, che è anche rappresentante del gruppo dei socialisti e democratici nel gruppo di lavoro del Parlamento europeo sull’attuazione dell’European Media Freedom Act – a decidere il futuro professionale di un giornalista della Rai. E non può essere il governo a stabilire chi debba o non debba condurre un programma del servizio pubblico”.

Ruotolo ha richiamato anche l’inchiesta giudiziaria sull’attentato subito dal giornalista: “sull’attentato subito da Ranucci indaga la magistratura e spetta esclusivamente alla magistratura accertare fatti, movente e responsabilità. Allo stato degli atti, l’ordinanza del giudice non attribuisce a Ranucci alcuna conoscenza preventiva o partecipazione al piano. Trasformare la vittima di un attentato nell’imputato politico della vicenda è inaccettabile”.

La richiesta inviata alla Commissione europea punta direttamente sulle norme dell’European Media Freedom Act. Ruotolo ha spiegato: “Quando uno dei più alti rappresentanti del governo chiede pubblicamente e ripetutamente alla Rai di sospendere uno specifico giornalista – afferma ancora Ruotolo -, entra direttamente in una sfera che deve rimanere autonoma dal potere politico. L’European Media Freedom Act è molto chiaro: l’articolo 4 tutela l’effettiva libertà e indipendenza editoriale dei media e vieta alle autorità pubbliche di interferire o tentare di influenzarne le politiche e le decisioni editoriali. L’articolo 5 impone agli Stati membri di garantire l’indipendenza editoriale e funzionale dei media di servizio pubblico. Per questo abbiamo chiesto formalmente alla Commissione europea se le dichiarazioni e le richieste di Salvini alla Rai possano configurare un’interferenza o un tentativo di influenza politica sulle decisioni editoriali del servizio pubblico, in violazione degli articoli 4 e 5 dell’Emfa, e quali iniziative la Commissione intenda assumere per garantirne il pieno rispetto”.

Mentre la Commissione europea viene chiamata a valutare l’iniziativa di Ruotolo, Ranucci continua a lavorare alle prossime puntate di Report. Allo stato attuale non risulta una sua rinuncia alla conduzione né una richiesta di risarcimento nei confronti della Rai.

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