Se c’è chi pensa alla quotazione in borsa significa che il vento sta cambiando. Per questo il proposito di Artemide, produttrice di accessori per l’illuminazione e vanto del made in Italy, fa ben sperare. “Saremo una public company che si quoterà a Piazza Affari”, afferma il Ceo Dario Fumagalli, intervistato dal direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino. “Abbiamo ottenuto il nulla osta dalla Consob nel 2007 e abbiamo rimandato il listing aspettando le condizioni giuste”. Ci saranno nel 2013 o nel 2014? “Noi siamo sempre pronti”. Il segreto di Artemide? “Puntare sull’innovazione” e “sui mercati esteri: esportiamo l’80% della produzione”. Anche se la parola d’ordine per il 2013 sarà un’altra: “Ecosostenibilità“.
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Ernesto Gismondi, presidente e fondatore di Artemide, classe 1931, è uno dei padri del design italiano. Non ha mai nascosto le sue simpatie per la Sinistra, oggi osserva la politica italiana dicendosi “preoccupato”: “Mi fa senso vedere persone scelte da 60 milioni di italiani che stanno menando il can per l’aia per interessi di casta. E’ un suicidio”. Grillo? Bisogna ancora che si misuri. Ma non è democratico”. Al Quirinale? “Ho chiesto a Napolitano di restare“. Per venirne fuori “bisogna toccare il fondo. Ho molta paura. Forse aspettano che la gente scenda in piazza. Meglio sparare che suicidarsi“. Il primo passo sarebbe “far scegliere ai cittadini chi vogliono che faccia le leggi”.
Gismondi, ex vicepresidente di Confindustria, ricorda Gianni Agnelli definendolo con ironia “bravissimo”. “Quando ha siglato l’accordo con Lama ha fatto una cazzata”. Il patron di Artemide punta il dito anche contro i sindacati: “Molti lavoratori restano a casa con la connivenza dei medici. E così aumente il costo del lavoro. Il sindacato sbaglia perché protegge i protetti“.
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