Il vertice di Mps ha firmato nei giorni scorsi un accordo di riservatezza per lo scambio di informazioni con Generali. L’obiettivo, secondo quanto rivela il Sole 24 Ore, è verificare i termini di un subentro delle stesse Generali ad Axa nell’accordo quadro con Mps, in scadenza nel 2027.
Per il Monte – riporta lo stesso quotidiano – in assenza dell’amministratore delegato in trasferta negli Stati Uniti, la notizia non è confermata né smentita. Da Generali si fa sapere che il documento certamente verrà firmato per avviare le verifiche, ma non è detto che lo sia già stato. Il Sole 24 Ore si pone poi la domanda se la decisione di sottoscrivere l’accordo di riservatezza è stata sottoposta al comitato parti correlate della banca senese per l’approvazione L’interrogativo si pone in quanto Mps, attraverso Mediobanca, è oggi il primo azionista di Generali con il 13,2 per cento circa, quindi è a tutti gli effetti parte correlata nelle operazioni sul fronte Mps-Banca Generali.
Inoltre, poiché lo scambio di informazioni sulla bancassurance si inserisce in un disegno più ampio, l’eventuale acquisizione di Banca Generali da parte di Mps che punta a rafforzare il polo private wealth e specularmente il ruolo di Generali come nuovo partner assicurativodi Mps al posto di Axa. Ecco perché, secondo il quotidiano, dovrebbe essere necessario il passaggio nel comitato parti correlate o in consiglio di amministrazione Mps che, in entrambi i casi, non c’è stato. Tanto più considerando il regime stringente della passivity rule a cui è sottoposta Siena dopo l’opas da 30,6 miliardi di euro lanciata da Intesa Sanpaolo.


